Provincia e Regione, fronte comune per salvare la funivia

Laveno Mombello – L'impianto, unico nel suo genere, porta in provincia più di 50.000 visitatori l'anno

L’appello era di quelli da far storcere il naso ai molti habituè del Lago Maggiore, ma soprattutto capace di spaventare gli operatori turistici del Verbano: se entro il trenta di settembre non si rinnovano gli impianti, la funicolare del lago Maggiore (foto), vero gioiello capace di far arrivare più di 50.000 visitatori l’anno, chiuderà i battenti.

Ma le cose potrebbero non essere così drastiche grazie ad una legge che di fatto decurta le spese di ristrutturazione degli impianti – che secondo la disciplina attuale devono essere riammodernati entro una quarantina d’anni – del 35 per cento, altrimenti interamente a carico della proprietà.
«Nell’ultima riunione avvenuta solo qualche giorno fa in Regione – afferma l’assessore al marketing territoriale della Provincia di Varese Giangiacomo Longoni – abbiamo sottoposto all’assessore regionale al turismo Massimo Zanello, assieme alla proprietà, il problema che deriverebbe dalla chiusura dell’impianto. E dall’incontro è emersa la possibilità da parte dei proprietari di beneficiare di finanziamenti previsti da una legge, la 140, che di fatto abbatte i costi di ristrutturazione di oltre un terzo con un finanziamento a fondo perduto. Questo a fronte di un progetto di ristrutturazione che spetterà ai tecnici presentare per venir incluso in un bando che la Regione aprirà fra giugno e luglio. Rispetto alla scadenza della fine di settembre, sembra che dal ministero siano propensi a concedere delle deroghe qualora giungesse un progetto di ristrutturazione».
La palla passa ora nelle mani della proprietà, che, entro breve tempo, dovrà decidere il da farsi.
Sempre dalla provincia fanno sapere che si apriranno a questo punto due ipotesi di carattere tecnico. O la ristrutturazione in toto della linea, con piloni e nuove cabine della funivia, dal costo complessivo di circa 3 milioni di euro, oppure la ristrutturazione parziale, del costo di 1,5 milioni di euro.
Nell’ipotesi in cui, anche a fronte dei finanziamenti – nell’opzione più costosa, quella che prevede il rifacimento totale dell’impianto, si parla di circa un milione di euro – i privati non riuscissero comunque a riprogettare la funicolare, la Provincia, afferma Longoni «è pronta a studiare alternative alla chiusura».
Oltre all’attrazione turistica in sé, la funicolare rappresenta un cordone ombelicale per le diverse attività commerciali presenti alla sommità del Sasso del Ferro.
Inoltre è presente un vero e proprio indotto che va dagli escursionisti ai patiti del deltaplano ai diversi commercianti della stessa Laveno (nella foto, la zona di Monteggia, frazione montana di Laveno Mombello).

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Pubblicato il 26 Marzo 2003
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