Amaretti addio? Lazzaroni a rischio chiusura

La comunicazione alle rappresentanze sindacali: occorre una riorganizzazione, la situazione è problematica. Non si esclude il totale trasferimento dell'azienda a Isola del Gran Sasso

La città degli amaretti potrebbe perdere una grossa fetta di storia. La sede saronnese del biscottificio Lazzaroni è a rischio chiusura. Lunedì pomeriggio, l’amministratore delegato dell’azienda ha comunicato alle rappresentanze sindacali che la situazione è alquanto problematica e occorrono urgenti ristrutturazioni e riorganizzazioni. A rischio un’ottantina di lavoratori, tra impiegati e operai, per lo più gente non più giovane che lavora nell’azienda anche da decenni.

Negli ultimi anni. La fabbrica Lazzaroni ha già subito diversi assestamenti negli ultimi anni. Nel ’99 vi lavoravano quasi 400 persone, ma in quell’anno la proprietà decise di creare una sede distaccata a Isola del Gran Sasso in provincia di Teramo. Oggi, quindi, vi sono due sedi con quella di Saronno che produce i classici "amaretti", conosciuti e rinomati in tutto il mondo. 
Da tempo, però, gli operai della sede saronnese, per evitare la messa in mobilità di alcuni dipendenti, avevano deciso di effettuare 30 ore settimanali, in maniera tale che la perdita venisse distribuita su tutti. La situazione si era assestata trovando un certo equilibrio: per 7 o 8 mesi all’anno si lavorava per 30 ore settimanali e gli altri 4 o 5 mesi si tornava a lavorare 40 ore. Lo scorso mese di ottobre, nel 2002, è stata
ridotta la quantità di lavoro al magazzino che si occupava della distribuzione dei biscotti. Anche allora fu detto che si trattava di razionalizzazione.

Oggi. Le spese di gestione delle due sedi sono troppe, soprattutto dovute al continuo trasferimento delle merci. Lunedì pomeriggio la comunicazione dell’amministratore delegato è piombata come una tegola sugli operai. Ma non solo: un pezzo di storia della città e dell’intera provincia potrebbe essere spazzato via per una necessaria riorganizzazione. L’amministratore dell’azienda ha così comunicato che sono diverse le ipotesi per il futuro della sede saronnese del biscottificio: dalla riduzione del personale alla chiusura della sede. «Nei primi giorni di maggio sapremo cosa succederà – spiegano le rappresentanze sindacali – Ci hanno detto che adesso devono studiare le soluzioni e che non si esclude alcuna ipotesi. Ci sembra assurdo che si pensi di chiudere la sede saronnese, come possono chiamarli poi "amaretti di Saronno"? È una questione di prestigio. Ma è un’ipotesi. Nei primi giorni di maggio dovrebbero comunicarci cosa ha deciso di fare la dirigenza per fronteggiare la crisi. Resta il fatto che qui lavorano 80 persone, con un’età media piuttosto alta, e che hanno passato in questo stabilimento gran parte della propria vita».

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Pubblicato il 15 Aprile 2003
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