Brunella Mazzei nuovo direttore medico del Galmarini
Il direttore generale Pietro Zoia ha presentato anche il nuovo responsabile del laboratorio analisi e annuncia la creazione di punti prelievo dislocati sul territorio
Proseguono i riassestamenti organizzativi negli ospedali dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio. Martedì mattina è infatti stato presentato il nuovo direttore medico del presidio di Tradate, Brunella Mazzei, e il nuovo responsabile del laboratorio analisi, Giuseppe Maurizio Catanoso.
«Con queste nomine confermiamo la nostra intenzione di valorizzare maggiormente gli ospedali di Saronno e Tradate» ha spiegato il direttore generale Pietro Zoia. Infatti, fino a qualche mese fa, vi era un direttore medico per entrambi gli ospedali, mentre Zoia aveva garantito che nei presidi dell’Azienda non vi sarebbero più dovute essere doppie cariche negli ospedali. «La dottoressa Mazzei si occuperà solo dell’ospedale di Tradate – ha spiegato Zoia che nella sua carriera aveva già lavorato con il nuovo direttore medico al Santa Corona di Garbagnate – sono contento che la collega abbia accettato questa sfida».
«Metterò tutto l’impegno necessario perché l’ospedale venga gestito al meglio – ha spiegato la Mazzei – Adesso dovrò prendere visione e conoscenza di una realtà che non conosco come quella di Tradate, così mi farò un’idea migliore su come operare». Il neo direttore medico, prima donna a Tradate a ricoprire questo ruolo, è specializzato in igiene e medicina preventiva ed ha lavorato all’Azienda Ospedaliera di Legnano e al San Carlo Borromeo di Milano.
Il dottor Catanoso, invece, sostituisce alla guida del laboratorio analisi il dottor Caielli, da quasi vent’anni al Galmarini. «È il reparto che più si confronta con il pubblico e che svolge un lavoro di immagine estremamente importante – ha spiegato Catanoso, specializzato in Biochimica e chimica clinica, precedentemente impiegato a Busto Arsizio – Il laboratorio analisi è in continuo sviluppo e si va verso test sempre più importanti e utili». «Sviluppo significa la possibilità di creare punti prelievo sul territorio differenti dall’ospedale – ha concluso Zoia – Siamo in un periodo delicato in cui ognuno deve dare il 120 per cento di quel che può. La prima cosa è quindi mettere tutti in condizione di poter lavorare, lavorare e lavorare».
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