Un patentino per tutti i musei lombardi
Varese – Presentata la delibera regionale di approvazione dei criteri e delle linee guida per il riconoscimento delle raccolte d'arte
Presentata questa mattina, presso il cosiddetto “Pirellino”, la nuova sede territoriale della Regione Lombardia, la delibera regionale con la quale vengono definite per la prima volta le linee guida per il riconoscimento dei musei e delle raccolte museali in Lombardia. Si tratta di un traguardo legislativo di rilevante importanza, in vista di quello che dovrà essere un sistema integrato, o una rete di sistemi integrati, entro cui dovrà andare a definirsi il multiforme panorama dei musei o delle semplici raccolte museali sparse sul territorio lombardo.
La delibera recepisce di fatto il decreto ministeriale del maggio del 2001, con un significativo passo avanti rispetto alla precedente normativa: un corpus legislativo concentrato sulla tutela e sulla valorizzazione del bene storico-artistico ma che languiva in fatto di normative serie e valorizzanti per quanto concerne le strutture, in quanto erogatori di servizi specifici e con professionalità ben identificate e riconosciute. Attraverso i nuovi strumenti legislativi, come ha sottolineato Alberto Garlandini, responsabile regionale del servizio Musei, «la Regione può dotarsi un indispensabile strumento di crescita delle realtà museali lombarde: una crescita che tutti gli enti, tra loro in collaborazione e in stretta simbiosi con le istituzioni, dovranno percorrere per ottenere l’accreditamento, una sorta di patentino che ne garantirà la qualità».
Dal punto di vista dell’iter burocratico ciascun museo potrà far richiesta di riconoscimento alla Regione: sarà poi una commissione preposta a valutare le richieste e sulla base di parametri precisi, arrivate e conferire l’auspicato “diploma”.
Quali i benefici ad essere riconosciuti dall’autorità regionale? Intanto finalizzare il lavoro ad un processo virtuoso di crescita e di miglioramento dei servizi offerti dalle strutture; in secondo luogo godere della condivisione e della partecipazione con progetti regionali; l’essere inseriti in una più ampia campagna di valorizzazione e comunicazione e, non ultimo, il conseguimento di vantaggi fiscali.
La strada insomma è stata tracciata. Tocca adesso alle singole realtà, quelle di eccellenza e quelle a quest’ora verosimilmente lontane dai parametri e dagli standard di riconoscimento, lavorare fianco a fianco, in vista di un fine comune.
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