Caso Pieretti: la soluzione è vicina
Varese – Al termine di un incontro chiarificatore tra le parti, cautela nelle affermazioni ufficiali
Le nubi sembrano diradarsi intorno al caso Pieretti, il responsabile del centro immigrati di Varese in scadenza di contratto e a rischio di rottura con l’amministrazione comunale, dopo dodici anni di duro e apprezzato servizio.
L’incontro chiarificatore tra le parti, Pieretti da un lato del tavolo, il direttore generale Michieletto, gli assessori D’Audino, Malnati e il dirigente d’area Spatola dall’altro, si è consumato in mattinata: bocche cucite, in attesa della formalizzazione ufficiale, ma tutto lascia intendere che le trattative siano ad un passo dall’esito con reciproca soddisfazione. «Si sta trovando un accordo – ammette l’assessore Malnati; abbiamo parlato e discusso a lungo. Giovedì sera ci sarà il consiglio comunale e per allora potranno essere rese note le decisioni formalizzate dalla giunta. Allo stato delle cose, stiamo ancora mediando». Cautela e ancora cautela, dunque, da parte delle istituzioni, negli ultimi giorni sotto il fuoco di fila: molti hanno ravvisato nella intransigenza dell’amministrazione in merito a questioni di bilancio una motivazione politica. In realtà «è quasi sicuramente un si», si lascia strappare l’assessore.
Un “quasi si” che significa la prosecuzione del lavoro che Pieretti sta svolgendo da 12 anni presso il centro di accoglienza in via Orrigoni e che nel corso del tempo si è dimostrato un collante irrinunciabile tra italiani ed extracomunitari. Sulla bilancia, come è noto, pesava il diverso carico retributivo: in quanto “dipendente regionale” Pieretti ha avuto sin qui diritto ad una trattamento economico superiore al contratto comunale dei pari grado. Una questione delicata, trattata da alcuni con malcelata leggerezza; in vero, una questione di principio.
Interpellato, anche il diretto interessato sgombera il campo dalle polemiche e si attiene alle consegne: lascia trasparire tranquillità e soddisfazione ma non vuole entrare nei dettagli della riunione.
Quello che può fare è tuttavia concedersi una riflessione sulle lunghe ore di questi giorni: «È stato come trovarsi improvvisamente in un film senza aver richiesto di esserne il protagonista. E mi ha davvero commosso l’affetto, la vicinanza, la stima di tutti quelli che in questi giorni mi hanno cercato e sostenuto».
Un affetto, specie quello dimostrato in maniera così vistosa durante la recente festa a Ternate «che ha lenito un dolore intenso, profondo; e che mi ha fatto capire di aver svolto davvero fino in fondo il mio dovere. Sento di averlo nel sangue questo lavoro. E tutti in amministrazione sanno benissimo che nessun dipendente comunale vorrebbe farlo. Questo posso dirlo, io e i miei meravigliosi colleghi abbiamo sempre lavorato con umiltà ma con fermezza e sempre nel rispetto delle normative e delle direttive dell’amministrazione»
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