La classe dirigente del Varesotto sostiene la ferrovia

Imprese, sindacati ed enti locali approvano il collegamento con Lugano

E’ stata la Cisl Varese Laghi a lanciare il sasso. Raccolto con interesse dalla comunità locale. Per dare giudizio sul progetto Arcisate Stabio occorre prima capire quello che succederà. Così Gianluigi Restelli, segretario generale dell’organizzazione, ha presentato la serata dedicata al più importante progetto infrastrutturale della Valceresio. Restelli ha invitato tutti a una maggiore concertazione sul tema, a sedersi attorno a un tavolo per ragionare sulle scelte del futuro. Dopo la presentazione fatta da Benedetto Antonini, in rappresentanza della committenza, ha preso la parola il vicepresidente della Provincia Giorgio De Wolf, che è assessore al territorio. 
Un intervento molto concreto a difesa degli interessi del territorio, di cui si è fatto portavoce in Regione. 
Estremamente lineare il ragionamento fatto Antonio Colombo, direttore dell’Unione degli industriali di Varese: «La provincia di Varese sta perdendo competitività perché la sue infrastrutture sono obsolete – ha ribadito anche in questa occasione – il costo sociale delle mancate scelte potrebbe essere molto alto in futuro. L’Arcisate Stabio è un progetto indispensabile che permetterà anche di eliminare gli anacronismi dei confini di stato».
Colombo ha anche sottolineato gli indicatori di crescita delle imprese, che procedono al rallentatore, e la conseguente necessità di dare una svolta al quadro viabilistico, a partire dalle opportunità di Malpensa.
Il presidente della comunità Montana della Valceresio Luca Marsico ha invece parlato del rapporto con i comuni e di una sostanziale approvazione del territorio. 
Ha poi preso la parola il sindaco di Arcisate Giancarlo Gariboldi: «Siamo d’accordo con il progetto ma vogliamo l’interramento e il secondo binario fino a Varese. La Valceresio sta morendo, non arrivano più imprese e questa potrebbe essere un’opportunità».
Contrario invece il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Giovanni Bonometti: «Non capiamo quali benefici ne avranno le comunità locali».
Favorevole Paolo Rizzolo, ex sindaco di Arcisate, consigliere provinciale e comunale della Margherita: «E’ l’unico modo per salvare la nostra linea ferroviaria, ma stiamo attenti alla difesa del territorio».
Positivo anche il commento di Osvaldo Caro, presidente del comitato sindacale interfrontaliero italo.-svizzero: «Darà molte opportunità ai lavoratori, non possiamo più permetterci di rimanere chiusi in noi stessi, soprattutto con l’avvio degli accordi bilaterali, i nostri figli andranno a lavorare in tutta Europa».

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Pubblicato il 04 Luglio 2003
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