Lavoravano con l’amianto, otterranno il risarcimento

È il primo caso in provincia di Varese, il quinto in Italia. Riconosciuti benefici previdenziali a 35 lavoratori della Isotta Fraschini. In attesa di risposta altre 200 domande in tutta la provincia

Risarcimenti per 35 lavoratori dell’azienda Isotta Fraschini, esposti per anni alle fibre di amianto. È il primo caso di risarcimento che avviene in provincia di Varese, il quinto in Italia. A riconoscere i benefici previdenziali previsti dalla legge del ’92 a questi 35 lavoratori è stata la commissione tecnica regionale dell’Inail -Inps che ha risposto positivamente alla richiesta avanzata nel dicembre 2001 dalla segreteria provinciale della Inca-Cgil.

«Sono state rifiutate solo 3 richieste – ha spiegato Umberto Colombo della Segreteria provinciale del sindacato, durante la conferenza stampa che si è svolta martedì 22 luglio nella sede della Gcil a Saronno – Sono state invece accolte queste 35, mentre sono in attesa di risposta un’altra trentina di domande. Questo risultato è un vero passa avanti nella prevenzione e nell’assistenza delle malattie professionali». 

L’amianto è stato bandito dal 1992, anno in cui un’apposita legge ne sancisce la dannosità per la salute. Da allora, in provincia di Varese si sono verificati 176 casi di Mesotelioma, il tumore alla pleora provocato dall’esposizione all’amianto. Il 50 per cento delle persone colpite sono già decedute. La sopravvivenza media di chi contrae la patologia è stimata intorno ai 2 o 3 anni, massimo 5. «Siamo alquanto consapevoli che, purtroppo, il numero delle persone colpite dal tumore è destinato ad aumentare nei prossimi anni – ha spiegato Renato Franchi del Dipartimento Ambiente e Sicurezza della Cgil di Varese – Non è detto che tutti contraggano la malattia, ma il rischio è tanto più alto quanto più alta è stata l’esposizione al materiale».

I dipendenti della Isotta Fraschini sono tra i primi ad ottenere questo tipo di risarcimento. La ditta metalmeccanica aveva chiuso la propria attività nel 1988, ma come la Isotta Fraschini, vi sono molte altre ditte nella zona che hanno utilizzato l’amianto per decenni. 
Le zone della provincia maggiormente colpite sono Saronno, Castellanza, Sesto Calende e, a seguire, anche Varese. In totale sono attualmente state inoltrate alla commissione tecnica regionale, da parte della Inca-Cgil di Varese, circa 200 domande.
«Il tumore compare solo dopo molti anni – ha spiegato Colombo – Questa notizia è un motivo per andare avanti a cercare altre persone che in passato sono state esposte a questo materiale. Non vi deve essere paura da parte dei lavoratori e nemmeno da parte di coloro i cui parenti sono già deceduti vittime della malattia. Oggi il Mesotelioma è considerato una malattia "professionale"».

Per avanzare la richiesta i lavoratori devono dimostrare di avere svolto, per diversi anni, un lavoro direttamente a contatto con l’amianto. Per tutte le delucidazioni basta contattare le sedi dei sindacati in tutta la provincia. «Bisogna dare voce a questo riconoscimento del Mesotelioma come malattia professionale – ha concluso Franchi – La riforma previdenziale che vuole varare questo governo vorrebbe congelare questi benefici, ma significherebbe solo negare il diritto di risarcimento a persone che hanno dato ricchezza al nostro Paese».

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Pubblicato il 22 Luglio 2003
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