«Lazzaroni, il terreno c’è. Ora è la proprietà a dover decidere»

Il Comune ha illustrato ai sindacati la propria proposta: un terreno di 8 mila metri quadri dove rilanciare l'azienda. I lavoratori: «Ottima soluzione»

Otto mila metri quadri attualmente di proprietà comunale. È il terreno che l’amministrazione saronnese ha individuato e che offre alla proprietà della Lazzaroni per rilanciare l’azienda. La proposta è stata illustrata ai sindacati provinciali e alle rappresentanze sindacali nel pomeriggio di mercoledì 23 luglio in Municipio a Saronno.
Si tratta del terreno dell’ex tiro a segno della città. Terreno attualmente di proprietà comunale dove la proprietà dell’azienda dovrebbe, però, costruirsi un nuovo capannone. Qualche settimana fa l’amministratore delegato della Lazzaroni, Stefano Tombetti, aveva dichiarato che la Proprietà era disposta a investire nel saronnese, ma solo se fossero cambiate le condizioni logistiche. In pratica erano necessari almeno 5 mila metri quadri di capannone, al posto degli attuali 2.500. 

L’amministrazione saronnese ha così messo a disposizione il terreno di Via Varese. «Il vicesindaco Annalisa Renoldi durante l’incontro ha dichiarato che venerdì mattina (25 luglio) illustrerà alla proprietà della Lazzaroni la proposta – ha spiegato il segretario provinciale della Flai-Cgil al termine dell’incontro – Ci è anche stato detto che l’amministrazione comunale è disposta a discutere delle eventuali agevolazioni nel caso l’azienda decidesse di investire su quel terreno».

I tempi per la soluzione della crisi Lazzaroni sono sempre più stretti: il 21 agosto è il termine ultimo per trovare una soluzione, dopodiché è automaticamente avviata la mobilità per i 74 dipendenti e la Lazzaroni a Saronno cesserà di esistere. «Adesso il terreno dove poter rilanciare il biscottificio nel saronnese c’è – prosegue Lumastro – Ora è tutto nelle mani dell’azienda. Se la proprietà dovesse accettare, siamo disposti a discutere degli ammortizzatori sociali, anche per tempi piuttosto lunghi, necessari alla costruzione del nuovo stabilimento». 
I sindacati hanno già richiesto un incontro con l’azienda per venerdì pomeriggio per vedere come sarà accolta la proposta dell’amministrazione saronnese. «Naturalmente, a questo punto, chiederemo il ritiro della procedura di mobilità, per discutere più serenamente del futuro dei lavoratori e dell’azienda» 

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Pubblicato il 23 Luglio 2003
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