Moschea chiusa e i fedeli pregano in strada

Duecento islamici si sono presentati all'ora di pranzo. A vigilare sul loro comportamento una pattuglia di vigili urbani

Venerdì di preghiera alla Moschea di via Peschiera. Nonostante i divieti e le polemiche politiche e in mancanza di un altro posto dove celebrare il rito, i fedeli del corano della comunità gallaratese si sono presentati, arrivando alla spicciolata tra le 12 e 15 e le 12 e 30,  al centro islamico, per pregare. Alcuni di loro, una cinquantina, entrano dentro il centro, che l’ordinanza del sindaco Nicola Mucci di quindici giorni fa ha chiuso perché fuori legge. La maggioranza, invece, circa centocinquanta  persone,  si fermano fuori,  si tolgono le scarpe e si inginocchiano su un tappeto verde predisposto appositamente sul "sagrato" del centro islamico. 

 «Preghiamo fuori per rispetto  del sindaco – spiega Samir Al Baroudi – responsabile della comunità islamica varesina e divenuto una sorta di portavoce di quella gallaratese dopo i fatti recenti – in attesa che si trovi una soluzione dignitosa. Certo che vedere immagini come queste, con i nostri fedeli costretti a pregare per strada, danneggiano la percezione dell’Italia nei paesi musulmani. Spero vivamente che presto si trovi un luogo adeguato per il nostro culto. 
Questi ragazzi- continua Baroudi –  sono tutto tranne che dei terroristi, come qualcuno, per opportunità politica ,vuol far credere. Sono lavoratori che guadagnano al massimo mille euro al mese. Gli integralisti sono finanziati da un miliardario che è lontano dal nostro modo di credere e vivere». 
Alla fine della preghiera si allontanano tutti velocemente, solo qualcuno si ferma con i giornalisti presenti per aggiornare la stampa sulla situazione dell’Imam Mouffadi, ancora in carcere a San Vittore: « Sta bene, sta aiutando i fratelli in carcere, venerdì scorso ha celebrato il rito, davanti a duecento fedeli. Vedrete ne verrà fuori perché, come il corano insegna, lui affronta il male facendo del bene».
Presenti in via Peschiera, una pattuglia dei vigili urbani, che si è limitata a osservare. La situazione sembra infatti indirizzata sulla via diplomatica del dialogo, ma bisognerà capire per quanto tempo ancora verrà concessa la strada per pregare.
Il sindaco Nicola Mucci è stato molto cauto: «Aspetto la relazione dei vigili urbani per sapere se vi sono state violazioni dell’ordinanza – ha commentato – noi stiamo facendo tutti i passi per arrivare a una soluzione».

In serata Al Baroudi ci ha confermato di essere stato invitato dal Prefetto, come rappresentante della comunità islamica,  a partecipare a un incontro, in programma venerdì prossimo 18  luglio alle ore 10.00 in Prefettura per tentare di risolvere la questione.

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Pubblicato il 11 Luglio 2003
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