2025 da record per il Soccorso Alpino lombardo con oltre 570 interventi, 55 solo nel Varesotto

Cadute, malori, disorientamento e ritardi tra le cause più frequenti. Tra gli interventi nel Varesotto il tragico recupero alla Grotta de Remeron. Le zone interessate sono state quelle del Campo dei Fiori, del Monte Lema e della Valganna

grotta remeron

Il 2025 è stato un anno impegnativo per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) della Lombardia, con un numero di interventi in costante aumento. Nella sola XIX Delegazione Lariana, che comprende anche il territorio della provincia di Varese, le operazioni sono state 573, contro le 447 registrate sia nel 2024 che nel 2023. Tra queste, 55 interventi hanno riguardato direttamente la Stazione di Varese, confermando come anche i rilievi prealpini del nostro territorio richiedano attenzione, preparazione e servizi di soccorso specializzati.

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Interventi del Soccorso alpino e speleologico nel 2025 in Lombardia 4 di 6

In montagna servono prudenza e preparazione

Nel complesso, in tutta la regione le squadre del Soccorso Alpino sono intervenute 1490 volte, con un aumento significativo rispetto ai 1259 casi dell’anno precedente. Le persone soccorse sono state 1986, mentre i decessi sono stati 99. Le cause più comuni che hanno richiesto l’intervento del CNSAS sono cadute, scivolate, malori improvvisi, ma anche episodi di disorientamento, ritardi nei rientri e incidenti legati a un’attrezzatura inadeguata. Nella Delegazione Lariana, i casi più frequenti hanno riguardato cadute o inciampi sul posto, condizioni fisiche o psicologiche compromesse, cadute dall’alto su pendii e scarpate, perdita di orientamento e ritardi.

L’attività più coinvolta resta l’escursionismo, seguito da attività turistiche e ricreative, raccolta funghi, trail running e mountain bike. Si conferma quindi la centralità della montagna come luogo frequentato da moltissimi cittadini, ma non sempre con la consapevolezza necessaria.

Il bilancio nel Varesotto

Nel territorio della Stazione di Varese, i 55 interventi effettuati nel 2025 si sono concentrati principalmente nelle zone del Campo dei Fiori, del Monte Lema e della Valganna. In molti casi si è reso necessario l’impiego dell’elisoccorso in collaborazione con AREU, l’Agenzia Regionale per l’Emergenza Urgenza. I soccorritori della Delegazione Lariana sono stati 2501, per un totale di oltre 11.000 ore di servizio, distribuite in quasi 1700 giornate operative.

Il dato evidenzia una crescente necessità di presidiare il territorio anche in provincia di Varese, dove le escursioni nei boschi e lungo i sentieri collinari e montani sono in continuo aumento, non solo nei mesi estivi.

Speleologia: un intervento a Comerio

Tra le operazioni più delicate dell’anno va segnalata anche quella della IX Delegazione Speleologica, che ha effettuato tre interventi nel 2025. Uno di questi si è svolto proprio a Comerio, nel Varesotto, all’interno di una grotta, purtroppo con esito tragico. Le operazioni speleologiche richiedono competenze estremamente specifiche e hanno coinvolto in totale 310 ore di lavoro, di cui 39 con medici specializzati CNSAS.

La voce del Soccorso Alpino: “Più prevenzione, meno improvvisazione”

«L’aumento degli interventi, costante da anni, implica un carico operativo crescente e sempre più strutturato – ha dichiarato Gianluca Crotta, vicepresidente del CNSAS Lombardo –. Molti incidenti sono dovuti a scarsa preparazione, itinerari sottovalutati, attrezzature non idonee. E spesso si tende a imitare quello che si vede sui social, dove percorsi difficili vengono mostrati come semplici. La prevenzione è fondamentale: bisogna scegliere itinerari adatti, informarsi bene, curare l’equipaggiamento e, se possibile, affidarsi a professionisti come le guide alpine».

Nel corso del 2025 il CNSAS lombardo ha messo in campo 8930 tecnici volontari, per quasi 30.000 ore di servizio, a testimonianza di un impegno enorme, spesso silenzioso ma decisivo per garantire la sicurezza di chi frequenta la montagna.

“Sicuri in montagna”: appuntamento il 18 gennaio

Per promuovere una cultura della sicurezza, domenica 18 gennaio 2026 si terrà in tutta Italia la giornata nazionale “Sicuri in montagna d’inverno”, organizzata dal CNSAS in collaborazione con il CAI. L’iniziativa, rivolta a escursionisti, sportivi e appassionati, punta a diffondere buone pratiche e informazioni utili per affrontare la montagna nella stagione invernale, quando i rischi aumentano sensibilmente.

Il messaggio è chiaro: vivere la montagna è bellissimo, ma farlo in sicurezza è una responsabilità individuale e collettiva.

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Pubblicato il 17 Gennaio 2026
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