Musica a Varese e il centro “scoppia”
Varese – La rassegna jazz ha portato nelle piazze e nelle vie del centro stimati musicisti, ma anche tanta gente. E l'immagine della città è cambiata per un week end
«Ma questi tavolini di quale bar sono?» strano a dirsi, con tanta musica e tanta gente, la curiosità sono anche questi tavolini affollati in ogni stradina del centro. Un’immagine rara per Varese che nel week end appena trascorso ha messo il vestito da sera e l’ha sfoggiato in ogni via e piazza centrale. L’occasione è stata la rassegna musicale “Open Jazz Varese” alla sua seconda edizione. Giovedì, venerdì e sabato: tre giorni dedicati a Django Rehinardt a cinquant’anni dalla sua scomparsa e nei quali si sono esibiti una nutrita schiera di chitarristi e musicisti jazz. Hanno suonato in piazza Carducci, via Cavallotti, via Albuzzi, piazza Monte Grappa. In totale quarantaquattro musicisti e tredici performance live. E quelle vie affolate di persone, che hanno mostrato con i numeri di gradire l’iniziativa e il brulicare attorno ai locali, bicchieri alla mano e oltre alla musica quattro chiacchere, hanno offerto un’altra fotografia di Varese.
Insolita, ma anche moto accattivante. Viva e garbata, senza stonature e neanche molesta. A mezzanotte infatti tutti a casa. A dare lo spunto alla tre gioni di musica sono stati alcuni locali. “Varese open jazz” è infatti opera dell’associazione “Il cavedio” e di un comitato presieduto da Fabrizio Gatt e rappresentato dai locali Uvarara, caffè Carducci, I mirti, Orchidea, Pirola, Scuderie Cavalloti e Konrad. Con l’attrazione del jazz suonato in ogni dove i gestori degli esercizi pubblici hanno potuto piazzare sulle strade i loro tavolini. Dalle porte secondarie di locali un po’ nascosti, uscivano camerieri e vassoi. Così per esempio in via Albuzzi, scenografata lungo ogni lato da tavoli e candele, in un’atmosfera intima che ha circondato gli artisti. Spazi più aperti, dove stare seduti sugli scalini, come in piazza san Vittore o piazza Carducci. Via Cavallotti che già gode dell’appellativo di Brera varesina, era più giovane e trendy. Cocktail o birre alla mano, i due metri di larghezza della stradina erano davvero stipati. Il gruppo che suonava faceva in un tuttuno con il pubblico.
È stato dunque un successo per il pubblico, per l’atmosfera, per la qualità della musica, una rassegna jazzistica davvero riuscita. Tra i gruppi che si sono esibiti nella prima serata il Gigi Cifarelli Quartet, Manomanuche, Italian Jazz Songs, EE Climb. Venerdì invece è stata la volta di altri artisti fra i quali Franco Cerri, Alessandro Giachero e Strings 4 Pin, mentre sabato hanno animato la rassegna Piero Bassino trio, Massimo Vescovi e Guido Bombardieri, Fulvio Sigurtà Quartet. Questo è quanto accaduto in centro. Ma alla fine di tutte le serate, dopo la mezzanotte, una serie di jam session d’eccezione e per tutti i gusti si sono svolte all’agriturismo I Mirti a Bregazzana, dove i musicisti usciti dalla piazza hanno continuato lo show con il meglio dell’improvvisazione dello spirito jazz & blues.
Ma Verese negli ultimi giorni non è stata solo la rassegna jazz. Si può parlare di uno sfolgorante week end di musica, che ha seguito avvenimenti musicali che hanno fatto parlare, come il Ghost day che si è svolto nei Giardini estensi e che ha radunato duemila giovani. Tra Dixieland, jazz, musica vocale, madrigali infine c’è stato l’imbarazzo della scelta, mentre la settimana prossima si svolgerà un altro festival con la musica folk, “Follia rotolante”, con ingresso gratuito all’ippodromo, che vedrà la presenza di Davide van des Froos.
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