«Saronno-Seregno, spostare la ferrovia è sbagliato»

Lettera aperta del circolo di Legambiente al sindaco Pierluigi GIlli

riceviamo e pubblichiamo

Spettabile Sindaco Gilli, il nostro Circolo da molti anni segue con apprensione l’ipotesi, da noi auspicata, della riapertura al traffico passeggeri della linea FNM Saronno-Seregno. La riteniamo essenziale, perché collega Malpensa a Milano, Monza, Bergamo, Lecco, Sondrio; ma anche per aprire l’ingorgo dei treni che si ammassano tutti sul capoluogo regionale. La Lombardia non è solo Milano, ma per le ferrovie pare così: nel suo grande imbuto i convogli si ostacolano, e non esistono linee che non convergano su Milano, merci comprese.

Siamo rimasti allibiti da come la Giunta regionale ha recepito passivamente l’istanza che Ella ha raccolto, da alcune decine di cittadini sorpresi della riapertura al transito della linea, che attraversa da un secolo la vostra città. Costoro hanno spaventato con la paura del transito di trecento treni al giorno, una cifra assurda non solo per una linea ad un binario, ma addirittura per due, dato che il massimo teorico possibile per una linea singola è di centoventi al dì.

Ma anche nel caso suddetto, i firmatari – e soprattutto gli uffici comunali – dovrebbero sapere che l’interesse pubblico di milioni di utenti che viaggiano sui treni, ma pure del Paese intero, è tutelato dalla legge, il DPR 753 del 1980 – definito “bibbia dell’esercizio ferroviario” dalle stesse FNM! -: non stiamo parlando di fatti recenti, ma di cose risapute.

La Legge prevede nella fattispecie il vincolo sulle costruzioni vicine, che è stabilito in trenta metri di distanza dai binari; ogni deroga deve essere approvata dal gestore della linea, ma rimane subordinata allo svolgimento del traffico ferroviario. Non è un caso che i prezzi delle abitazioni limitrofe alle ferrovie siano più abbordabili; saremmo nel paradosso se chi qui risiede chiede il blocco dei treni, un’esigua minoranza padrona del destino di città e nazione.

La riapertura al traffico della Saronno-Seregno sarebbe cosa fatta oggi, visti gli stanziamenti di cinque anni fa: con l’elettrificazione, quotidianamente potrebbero transitare tra i quaranta e gli ottanta treni, considerato che la Saronno-Busto-Novara/Malpensa – linea a doppio binario per oltre metà – è percorsa da novantaquattro treni al giorno. Insomma non circolano tutti i treni possibili teoricamente, perché la relazione necessita si un ritorno di viaggiatori paganti; e nemmeno questi bastano a ripagare i costi, se non intervengono gli Enti preposti a finanziare il treno circolante.

Rimandare ad un futuro molto lontano l’attivazione della linea, così come da Lei proposto, espellendo dal contesto attuale i binari e riposizionati sul sempre più minuscolo ambiente naturale, sede del lavoro degli agricoltori, urbanizzando tutto il territorio, questo non fa bene all’ambiente, non fa bene al trasporto ferroviario, l’unico mezzo ecologico disponibile in zona.

Aggiungiamo che costa pure molti milioni d’euro, che in campo ferroviario avrebbero l’imbarazzo della scelta di dove andare, visto che Varese e Busto Arsizio – per citare due comuni limitrofi – hanno strutture mancanti e vecchie. A Busto aspettiamo da otto anni l’intersezione tra le Ferrovie nazionali e le FNM; a Varese si parla da decenni di unire le due stazioni, in modo di creare un anello tra la città e Milano, un percorso circolare su rotaia.

La ferrovia che volete eliminare non funzionerà a breve, ma così  è possibile con l’attuale tracciato storico; quella che desiderate arriverà tra molti anni, seguendo il copione del tunnel di Castellanza, vecchio di otto anni e lungi dall’essere iniziato. Allora i buoi saranno scappati. L’inquinamento nell’area del Sempione è così alto che a Saronno la centralina è stata fermata; e a Busto non stiamo meglio. Solo il treno che da Malpensa vada in stazione Centrale, che arrivi a Brescia, che circoli in Brianza, che salga fino in Valtellina è una soluzione del problema, rapida ed economica. Mancano solo quattordici chilometri non elettrificati, quelli che pretese esagerate vogliono impedire. La Legge parla chiaro da oltre vent’anni; pertanto la preghiamo di lasciare questo progetto, inutile e devastante, ed anche più lungo di quello  esistente. Ai cittadini residenti ci sentiamo di esprimere la nostra simpatia, così come a tutte le persone svantaggiate; a Malpensa in migliaia sopportano centinaia di voli al giorno,molto più assordanti. Riteniamo che Saronno, sede delle Ferrovie Nord, potrà discutere e considerare le vostre legittime aspirazioni e venirvi incontro in maniera corretta, senza per questo soverchiare fondamentali esigenze pubbliche,  condivise da industriali e viaggiatori, da pendolari ed ambientalisti. 

Distinti saluti.
Circolo Legambiente di Busto Arsizio

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Pubblicato il 17 Luglio 2003
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