Zanzare, calabroni e vespe, ecco come difendersi

In un vademecum diramato dall'Asl le indicazioni per evitare il proliferarsi delle zanzare. Ma se calabroni e vespe infestano le terrazze non resta che rivolgersi a ditte private. Cento euro il costo medio di un intervento

Temporali, caldo, ancora temporali. Una condizione ottimale per il proliferare di zanzare e insetti molesti. Tanto da obbligare le autorità sanitarie a ribadire comunicati che consigliano ai cittadini come comportarsi per evitare sgradevoli sorprese collegate ad altrettante notti insonni e punture sulle braccia.
Cosa fare, allora?
Nel caso delle zanzare, in primo luogo occorre rimuovere oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensione destinati alla raccolta e allo stagno di acqua piovana, pulire piscinette e altri contenitori che possano ospitare umidità e svuotare gli annaffiatoi. Questo per la zanzara comune. Per la zanzara tigre, invece, occorrerà eliminare la tana naturale di questi insetti: i copertoni fuori uso; inoltre è consigliato lavarsi accuratamente col sapone di Marsiglia e inserire nell’acqua dei vasi da fiori dei fili di rame.
Il rame, a contatto con l’acqua, si trasforma in ossido di rame, tossico per le larve di zanzara, mentre il sapone di Marsiglia è efficace nell’eliminazione completa dell’acido butirrico, presente nel sudore.
«L’infestazione da zanzare quest’anno ha registrato un’impennata di schiuse di larve a causa delle eccezionali condizioni meteo – spiega Giovanni Rulli, responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica dell’ASL di Varese – : oltre all’attività di prevenzione, partita da tempo, stiamo attuando anche una campagna di bonifica sugli insetti adulti».
Ma a rendere insopportabili, e a volte anche pericolose le calde serate d’agosto non sono solo le zanzare, ma anche altri insetti capaci di mandare al pronto soccorso a causa delle loro terribili punture.
Sono i calabroni e le vespe, che si annidano nei sottotetti e che proprio in questa stagione arrivano al culmine della loro attività. In questo caso, però, è bene non improvvisare.
I vigili del fuoco non segnalano un numero consistente di uscite, dal momento che la loro competenza nell’operare rimozioni di alveari o tane di questi insetti si ferma agli uffici pubblici, come del resto avviene per l’Asl.
In questo caso il costo della bonifica spetta ai privati, che debbono rivolgersi ad aziende specializzate in questo tipo di servizi.
«I costi variano da un minimo di 75 euro per arrivare anche a spese più consistenti – spiega Diego Trogher, titolare di una nota azienda di disinfestazione di Galliate Lombardo – Il costo è comprensivo dell’uscita e dell’impiego del materiale: in media il costo si aggira per la rimozione di un semplice favo abitazioni in abitazioni private attorno ai 100 euro».

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Pubblicato il 04 Agosto 2003
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