Casa di risposo: «Nessuna interruzione nel servizio»

La Provincia replica alla Cgil e ribadisce che la revoca alla Prisma era un atto dovuto

«Non possono esistere timori circa la possibile interruzione del servizio socio-sanitario, perché tutti gli enti gestori idonei possono subentrare nella gestione di un servizio, senza che ciò possa inficiare la qualità dello stesso». Sulla case di riposo di Busto Arsizio e Bodio Lomnago insomma non si preannuncia nessuna paralisi nel servizio. È quanto sostiene l’amministrazione provinciale che nei mesi scorsi ha tolto l’autorizzazione alla Cooperativa Prisma per gestire il centro polifunzionale di via Tasso e per un altro istituto di Bodio Lomnago. 
È questa la replica alla denuncia della Cgil che proprio ieri in seguito ad un’assemblea con i lavoratori di via Tasso, rilevava che nelle ultime settimane le amministrazioni coinvolte non hanno mai convocato un tavolo di confronto per definire il termine del passaggio gestionale. Di passaggi di questo genere in provincia di Varese, come sostengono da Villa Recalcati, se ne sono verificati in altri sette casi. 
«Aver revocato le autorizzazioni a fronte degli accertamenti operati dall’autorità giudiziaria nei confronti della società cooperativa Prisma, è soprattutto un atto posto a tutela degli assistiti, nonché degli Enti proprietari delle strutture, che hanno diritto ad una conduzione, sotto tutti gli aspetti, ineccepibile – si legge in una nota – questo provvedimento di revoca non pregiudica affatto futuri investimenti sulla struttura, come per il caso del Comune di Busto Arsizio, per i malati di Alzheimer, in quanto gli sviluppi strutturali sono indipendenti dai problemi gestionali».
Nella stessa nota la Provincia ribadisce che «la decisione è stata assunta a fronte di una comunicazione della Guardia di Finanza supportata dal nulla-osta del magistrato competente che accertava (e non presumeva) irregolarità e violazioni di carattere amministrativo, fiscale e penale a carico della Prisma e qualora non si fosse provveduto a tali atti la Provincia sarebbe incorsa nel reato di omissione di atti d’ufficio, in quanto la legge prevede che la stessa Provincia emetta il provvedimento di revoca  in presenza di procedimento giudiziario avviato a carico del soggetto gestore della struttura».

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Pubblicato il 25 Settembre 2003
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