I pensionati bacchettano il sistema dell’informazione

Alla loro prima festa provinciale il sindacato pensionati della Cgil presenta i dati di una ricerca del rapporto con l'informazione

Gli anziani sono i migliori lettori. Oltre il 75% di loro legge almeno per un’ora e conosce bene quotidiani e riviste. Ma c’è di più. Almeno per gli iscritti al sindacato della Cgil, in provincia sono oltre 33mila con 76 sportelli aperti, esiste una serie di strumenti specializzati quali il mensile LiberEtà, e il locale SpiInforma.
Dalla ricerca presentata dalla responsabile della segreteria provinciale Virginia Bianchi, emerge che oltre il 30% legge la Prealpina, il 23% L’Unità e poi via via gli altri quotidiani. Le donne preferiscono le riviste con in testa Donna moderna e a seguire L’Espresso.
Un altro elemento messo bene in evidenza dalla Bianchi è l’importanza dell’informazione che “nella rete dei diritti fondamentali non deve essere dimenticato”. Uno stato democratico non può non informare e al tempo stesso cittadini devono poter informare loro stessi.
La ricerca dello SPI è attenta a cogliere gli aspetti legati sia ai pensionati lettori che alla stampa. E qui è arrivata una staffilata perfetta al sistema dell’informazione. “Nei casi in cui appaiono notizie sugli anziani, queste si riferiscono sempre a pezzi di cronaca nera: protagonisti di scippi, rapine, raggiri, incidenti, omicidi oppure a segnalazioni di interventi sociali. Generalmente quindi appaiono come soggetti deboli della società, come categorie a rischio di emarginazione, ma quasi mai come categorie di rilevanza economica e come protagonisti della vita sociale. In realtà questi hanno un importante ruolo e producono molta ricchezza sociale”.
La relazione prosegue poi analizzando il rapporto con la stampa da parte dei pensionati. E arriva una tirata di orecchi anche agli iscritti e perfino ai dirigenti. “Su 33mila iscritti abbiamo appena 1200 abbonamenti al nostro mensile”.

All’intervento della Bianchi si sono poi susseguiti quello di Paolo Grosso della Prealpina che ha messo in rilievo come gli anziani siano il pubblico considerato naturale per il suo giornale, che comunque potrebbe fare di più in questa direzione. È poi intervenuto il direttore del nostro giornale Marco Giovannelli che ha subito messo in rilievo come anche il nostro giornale sia poca attento alla terza età. Il suo intervento però ha voluto prendere spunto dai pericoli per la democrazia di un’eccessiva concentrazione dei mezzi di informazione. “La speranza viene dalla comunicazione che non è unidirezionale, ma interattiva e permette una reale partecipazione. in questo senso Internet è una vera rivoluzione e bsta guardare al mondo dei noglobal per capire quanto si possano bypassare i tradizionali sistemi di informazione concentrati nelle mani del pensiero unico o quasi”.
Ai due giornalisti sono seguiti interventi di un pubblico numeroso e attento. Ha chiuso il dibattito Anna Milani della segreteria nazionale dello Spi.

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Pubblicato il 06 Settembre 2003
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