«Il fiume deve rimanere pulito»

I "Mulini del trotto", una località che mescola storia a natura. Ma per chi ci abita occorre valorizzarlo e prendersi cura del Lanza

Una volta c’erano le trote e i gomitoli di anguilla. Oggi sono rimasti i varioni, pesci molto resistenti all’inquinamento. Si, il Lanza, il fiume che attraversa la valle sulla quale si affacciano Malnate, Cantello, e i comuni comaschi di Cagno e Valmorea, non è più quello di una volta. Macchie di schiuma bianca deturpano periodicamente le acque del piccolo corso. «Ma quando non funzionavano i depuratori di Cantello e Cagno era anche peggio». A dirlo sono una coppia (nella foto in alto) che il Lanza ce l’hanno sotto gli occhi dalla mattina alla sera, perché nella località “Mulini del trotto”, fra Cagno e Malnate, ci abitano da una quindicina di anni. «Per far conoscere questo posto occorre mantenere il fiume in buona salute». Periodiche spruzzate di schiuma bianca, legate forse al mal funzionamento dei depuratori, non fanno certo bene alla Valle.
ll Lanza passa dai “Mulini del trotto”, una località immersa nel verde e uno scorcio caratteristico fra le due province che merita di essere valorizzato. Oggi i mulini sono proprietà dei Bulgheroni e ad aprire alle scolaresche che vi fanno visita di tanto in tanto sono appunto Mario Mariani e Livia Pini di origini milanesi. Quindici anni fa hanno scelto di lasciare il capoluogo per vivere nel borgo dove hanno acquistato un rustico.

Attivi nel gruppo della protezione civile di Cagno, i coniugi si sono presi cura in questi anni dei mulini e sono riusciti a fare in modo che la località fosse meta di gita scolastiche.
Amano questo posto e il piccolo fiume, anche se non sono mancate alluvioni che hanno inondato la loro casa. Sperano che la valle sia valorizzata e diventi una meta apprezzata.
«Le acque del fiume devono però rimanere pulite» dicono. Non sempre infatti lo sono. Nei giorni scorsi, come segnalato da un lettore e confermato dai coniugi, la schiuma si alzava nei punti in cui il fiume ha un livello più basso. «Succede periodicamente – racconta Mariani – eppure il depuratore di Cagno funziona regolarmente, ma di morie di pesci invece non se ne vedono da tempo anche se negli ultimi anni la fauna ittica si è ridimensionata notevolmente».
Di certo sono altri tempi rispetto a quando funzionavano i mulini che buttavano nelle acque i resti del frumento, una pastura, ottima da mangiare. Dagli anni settanta le pale e le macine sono ferme.

I mulini risalgono al 1575. A quella data, quando Cantello si chiamava ancora Cazzone, risale infatti un documento in cui si trova il primo cenno ai mulini. In esso si parla di una causa intentata dai mugnai allo stato lombardo accusato di far pagare troppo l’acqua del demanio. «I mugnai vinsero cinque lire, ma dovettero pagare comunque le spese processuali» ricorda Mariani.
Ma abitare lungo il Lanza non è sempre piacevole, soprattutto quando si verificano le alluvioni. «Lo scorso maggio le forti piogge hanno causato ingenti danni, in quel caso il depuratore di Cagno posizionato a livello del fiume, aveva riversato nell’acqua di tutto, ma ora pare che la regione con il fatto che nascerà il parco intercomunale si sta sensibilizzando e dovrebbero iniziare presto i lavori per un bacino di contenimento a monte e un muretto di protezione qui nella zona dei mulini».

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Pubblicato il 03 Settembre 2003
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