L’AdE, associazione degli emerginati, pubblica i suoi quaderni

Varese – In questo numero della rivista si parla delle carceri e del mondo degli immigrati nella città giardino

L’AdE (Associazione degli Emarginati) fu costituita nel 1986 dopo una proficua esperienza di volontariato iniziata nella classe di don Vittorio Gandini all’Istituto Salesiano di Varese. Da allora ha notevolmente ampliato le attività con centri di aiuto e di intervento nel mondo dell’emarginazione dei cui problemi vuole mantenere viva l’attenzione nell’opinione pubblica varesina con i “Quaderni” il cui primo numero è stato appena pubblicato ed è stato presentato venerdì mattina a Palazzo Estense.

In questo numero della rivista si parla fra l’altro del mondo delle carceri e di quello degli immigrati nella città di Varese. Vi sono testimonianze sul volontariato e il senso del tempo del “cantastorie” Angelo Branduardi e del pittore Silvio Monti.

L’associazione è ormai una realtà consolidata e un punto di riferimento capillarmente radicato nel nostro territorio.
Diversi sono gli scopi dei componenti dell’Ade. Innanzi tutto contribuire alla costruzione di una cultura che individui e superi le cause dell’emarginazione: anche per questo si è dato vita alla rivista. In secondo luogo attuare una serie di interventi nelle situazioni di disagio marginale che non mancano nel tessuto sociale del territorio provinciale. Per attuare queste finalità alcuni soci dell’Ade hanno costituito cooperative che operano in maniera autonoma, spesso collaborando con gli enti pubblici, e intervengono concretamente nell’aiuto ai bisognosi. Si segnala innanzitutto il sostegno del percorso educativo di giovani e adolescenti provenienti da famiglie con gravi problemi oppure segnalati dal Tribunale del minori. Per questo l’Ade opera a Varese con due “Gruppi appartamento” uno maschile e uno femminile. A Cittiglio esiste invece il Centro sperimentale per le marginalità “Oscar A. Romero” il quale si propone come comunità di accoglienza per donne, anche con i loro bambini, in condizione di marginalità estrema. Tra pochi giorni a Varese inizierà un’altra attività a favore delle donne che saranno ospitate in un appartamento messo a disposizione dai Servizi sociali del Comune.

«Ringraziamo don Vittorio per la sua vicinanza e il suo impegno costante accanto agli emarginati – spiega il sindaco Aldo Fumagalli – . L’amministrazione comunale ha sempre fatto tutto ciò che è nelle sue possibilità per garantire il sostegno alle associazioni di volontariato perché ritengo importante lavorare in sinergia con i privati al fine di migliorare i servizi di coloro che hanno difficoltà». Secondo l’assessore ai Servizi sociali, William Malnati, “tutti hanno diritto a una vita dignitosa e serena, anche gli esclusi”. “Credo che la politica possa dare un contributo concreto a coloro che sono ai margini, cercando di dare la forza per ricominciare e andare avanti».

La rivista sarà distribuita gratuitamente a tutti gli interessati in occasione della presentazione oppure potrà essere chiesta in omaggio direttamente a don Vittorio Gandini all’Istituto Salesiano, piazza don Bosco, Varese (0332/296311) al quale si può rivolgere anche chiunque fosse interessato a collaborare alle iniziative dell’Associazione degli Emarginati.

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Pubblicato il 26 Settembre 2003
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