Agesp Spa, attenzione alle svendite

Sul destino della municipalizzata che confluirà in Prealpi l'Udc avanza perplessità mentre Rifondazione dure critiche

Agesp rappresenta un gioiello di famiglia, attenzione a non svenderlo. È questa nella sostanza la preoccupazione che accomuna alcune forze politiche di Busto Arsizo sul futuro della municipalizzata che finirà nella Prealpi Servizi spa. La presentazione del piano industriale della nuova azienda non ha lasciato indifferenti l’Udc e Rifondazione comunista. Se da una parte si levano alcune perplessità dall’altra ci sono aspre critiche. In comune ci sono il timore che il patrimonio di Agesp sia svenduto e lo scetticismo nei confronti di una perizia valutativa fatta solo dopo l’approvazione del piano industriale, così come spiegato dal presidente di Agesp Spa e membro del cda di Prealpi Roberto Antonelli.
Durante l’incontro della segreteria cittadina con l’esecutivo di palazzo Gilardoni il segretario cittadino dell’Udc Giuseppe Zingale e il capogruppo Enrico Salomi hanno spiegato che «da parte della direzione del partito, pur approvando la filosofia di fondo che prevede uno strumento per l’affermazione del territorio in un mercato globalizzato, è tuttavia emerso il timore per la dismissione di un "gioiello di famiglia" come Agesp, con la speranza che Agesp non diventi oggetto di una vendita forzosa o peggio di una svendita, in nome di una ipotetica competitività provinciale e a danno della città di Busto Arsizio».
Dal capogruppo in consiglio comunale del Prc Antonio Corrado arrivano altre critiche. Per il consigliere non risulta ancora chiaro secondo quale criterio sarà valutato il valore di Agesp. Per questo esprime forti perplessità sul fatto che alla fine a contare sarà la componente reddituale, come paventato da Antonelli,  invece di quella patrimoniale che penalizzerebbe l’azienda costringendola a far confluire maggiori servizi oppure maggiori capitali. «Questo piano non dice nulla, parla di previsioni di sviluppo, di belle intenzioni,  ma non contiene nessuna analisi di mercato – dice Corrado – invece di certo ci sono i patti parasociali che sono emersi dalle scritture private e secondo i quali la Prealpi vuole vendere in futuro il 40 percento anche privati. Lo staff verrà inoltre accorpato e per i dipendenti Agesp significherebbe andare a lavorare a Varese». Prospettive che al consigliere di Rifondazione non piacciono per nulla.

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Pubblicato il 28 Ottobre 2003
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