Ancora smog, la Regione ricorre ai divieti

Stabilito il calendario sullo stop del traffico che per ora riguarda solo Milano. «Solo un provvedimento tampone», secondo Margherita e Cisl, che ripropongono l'introduzione del "mobility manager"

Con il freddo tornano i problemi collegati all’innalzamento della soglia di polveri fini nell’aria e a qualche giorno dall’accensione degli impianti di riscaldamento si ripropone anche la questione dello stop al traffico auto.
La Regione ha deciso in queste ore due date in cui Milano sarà off limit per i viaggiatori in auto: il 23 novembre e il 14 dicembre; inoltre vi sarà uno stop del traffico a partire dal primo novembre, solo per i giorni feriali, da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 19 per i mezzi privi di marmitta catalitica.
Un provvedimento che riguarda solo il capoluogo, certo, ma che viene vissuto come un assaggio soprattutto da chi vive nell’area critica del Sempione e da quanti debbono recarsi a Milano per lavoro.
«Non mi stupisco del fatto che si vogliano reintrodurre blocchi del traffico come strumenti per combattere lo smog – afferma Alessandro Berteotti, consigliere della Margherita di Busto Arsizio, attivo da tempo sul problema delle polveri fini – . Si è parlato tanto di caldo, quest’estate, del problema dell’ozono, ma nessuno ha sottolineato che il problema dell’inquinamento da Pm10 resta una questione aperta».
La Margherita di Busto Arsizio fece notizia nell’inverno passato per aver ospitato
nel sito  uno spazio dedicato al "car sharing", ossia alla possibilità di organizzare percorsi combinati a seconda delle destinazioni di quanti si spostano per lavoro. «Dopo un periodo di iniziale interesse, anche da parte della Regione e di alcuni ricercatori universitari per questa proposta, tutto si è bloccato – conclude Berteotti . Oggi si continuano a vedere, la mattina, diverse auto con un solo passeggero, tutte in colonna, che raggiungono Milano. Occorrono più mezzi pubblici, ma sopratutto una gestione del problema capace di coinvolgere il maggior numero di amministrazioni».
Dello stesso avviso anche Luigi Maffezzoli, segretario della Cisl Ticino Olona, che propone, oltre ad un coordinamento congiunto tra le amministrazioni dell’area del Sempione (da quest’anno sembra però che il problema riguarderà un’unica area omogenea di circa 4,5 milioni di abitanti, comprendente il Milanese, la Provincia di Como e il Sempione), anche l’introduzione del mobility manager.
«Già l’anno scorso proponemmo questa figura come possibile soluzione per razionalizzare i flussi di traffico  – spiega Maffezzoli – . Si tratta di una figura professionale, un esperto, che studia la mobilità del personale, non solo di grandi aziende private, ma anche in enti pubblici, come comuni o Province. Questa figura, prevista dalla Legge Ronchi, non ha mai avuto seguito. In Provincia di Varese non esiste, mentre a Milano si sta iniziando timidamente a parlarne».

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Pubblicato il 13 Ottobre 2003
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