Aumenti nel trasporto pubblico: il no dei pendolari
Le associazioni pendolari esprimono disappunto e perplessità per i rincari del trasporto pubblico decisi dalla Giunta Regionale
(14 ottobre 2003) Dopo il “caro euro” arriva il caro trasporti. Sarà dell’1,85 per cento l’aumento del biglietto per il trasporto pubblico deciso dalla Giunta della Regione Lombardia a partire dal prossimo primo di novembre. La notizia, rimbalzata sui media, non ha esitato a produrre reazioni da parte dei viaggiatori, e delle associazioni che li rappresentano, le quali hanno manifestato il loro disappunto circa la decisione.
«Il Coordinamento delle Associazioni dei Consumatori e dei Comitati dei Pendolari ferroviari della Lombardia – recita il contenuto di una nota – prende atto delle molte contraddizioni della Giunta della Regione Lombardia che, mentre da un lato dichiara di voler promuovere iniziative di contenimento del processo inflattivo, dall’altro delibera un nuovo aumento delle tariffe del trasporto pubblico, che fa seguito ai rilevanti aumenti tariffari già introdotti dall’aprile 2002 sia sui servizi automobilistici sia su quelli ferroviari. I continui ritocchi all’insù delle tariffe costituiscono di fatto l’unico risultato visibile di una cosiddetta “Riforma del Trasporto Pubblico Locale” gestita di fatto dai gruppi monopolistici, oggi più forti che mai, mentre restano lettera morta gli aspetti più qualificanti a suo tempo promessi della riforma, quali l’integrazione tariffaria ed una maggiore efficienza del sistema, i cui benefici dovrebbero ricadere anche sull’utenza».
L’aumento deliberato nei giorni scorsi verrà applicato ai biglietti di corsa semplice ed agli abbonamenti dei servizi automobilistici, ed al solo biglietto di corsa semplice per quanto riguarda i servizi ferroviari regionali. Per quanto riguarda gli abbonamenti ferroviari, la giunta regionale si riserva, in qualunque momento di praticare nuovi aumenti all’atto di una non meglio definita “realizzazione di importanti interventi infrastrutturali”, oppure “all’entrata in vigore del nuovo sistema tariffario integrato dell’area milanese”.
Il Coordinamento ribadisce «il proprio dissenso nei confronti del disegno di integrazione tariffaria perseguito dalla Regione, in quanto esso ripropone quell’allineamento delle tariffe ferroviarie alle tariffe dei servizi automobilistici che è stato alla base degli aumenti dell’aprile 2002 e che, al suo completamento, produrrà un aumento di fatto delle tariffe di un ulteriore 50%. Il Coordinamento, nell’esprimere il proprio dissenso nei confronti dei nuovi aumenti tariffari decisi della Giunta Regionale, chiede che sia finalmente attuata una politica dei trasporti regionale rivolta primariamente a soddisfare, con atti concreti e da subito, le esigenze di mobilità quotidiana dei cittadini e dei lavoratori lombardi».
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