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Riceviamo e pubblichiamo Durante l’ultimo consiglio comunale, oltre alle numerose risoluzioni che hanno evidenziato disfunzioni dell’Amministrazione, si è discusso anche della nostra richiesta di intervento sul problema della vivisezione a Busto Arsizio. Sull’argomento credo ci sia bisogno di soffermarsi. Non è certamente un passaggio da poco. Busto Arsizio è stata, fino ad oggi, una città tristemente nota per fatti drammaticamente da censurare: gli ultras della Pro, segnalati dalla Unione Europea tra i più violenti e razzisti d’Europa; sulla cronaca nazionale ci siamo finiti recentemente perché un consigliere comunale di AN dice che "gli fanno schifo i gay" e il presidente del consiglio Francesco Speroni sminuisce a "attore dialettale" un artista di fama mondiale come Alberto Sordi. Questa città, dicevo, che non vive di certo di una gran luce propria, è stata da noi chiamata a prendere una posizione, eticamente corretta. A dire il vero noi di Rifondazione ce l’abbiamo messa tutta per illustrare e approfondire un passaggio che è culturale, più che politico. Si è passati, prima, attraverso una semplice interrogazione in consiglio sulle voci di probabili esperimenti su animali, da svolgere nella sede bustese dell’Università dell’Insubria. Poi, una volta accertata l’esattezza di queste voci, si è partiti con una campagna informativa: prima, in commissione ambiente, territorio e fauna per informare i consiglieri comunali e, in un secondo momento, con un incontro pubblico, in Villa Tovaglieri. Il tutto per spiegare scientificamente le posizioni di chi non vuole la vivisezione, in quanto esistono metodi alternativi per fare ricerca senza uccidere animali. Nel frattempo, ci arrivavano lettere di congratulazioni e sostegno morale dall’ENPA, dall’OIPA e dalla LAV. Sulla spinta emotiva della nostra presa di posizione è addirittura nato un Comitato antivivisezione bustese. Recentemente, nelle caselle di posta elettronica del comune e dei consiglieri sono giunte decine di mail da tutta Italia, che chiedevano sensibilità e rispetto verso gli animali. Ebbene, questa volta Busto Arsizio ha risposto in maniera ampiamente positiva. Sabato i 13 consiglieri comunali che hanno votato per vietare la vivisezione a Busto, hanno deciso che questa città diventi una delle capofila della RICERCA SENZA ANIMALI. Finalmente una presa di posizione che ci mette in evidenza per qualcosa di utile, etico ed encomiabile sotto ogni punto di vista. Concludo ringraziando tutti coloro che ci hanno dato una mano a lavorare per ottenere tale obiettivo. Di certo non ci fermiamo qui. Ma, ora, sappiamo almeno da dove partire.
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