«Vicini al Papa con preghiera e affetto»
Il messaggio dell'Arcivescovo Dionigi Tettamanzi sul 25° del Papa Giovanni Paolo II e la nomina a cardinale del varesino Attilio Nicora
A tutti i fedeli della Diocesi di Milano.
«Carissimi, il prossimo 16 ottobre ricorre il venticinquesimo anniversario della elezione del Santo Padre Giovanni Paolo II. È questo un momento di grande valore spirituale ed ecclesiale, che ci invita a stringerci attorno al Papa in una profonda comunione di preghiera e di affetto. In quel giorno, insieme con gli altri Cardinali, sarò a Roma per celebrare questo singolare "giubileo". Vi sentirò tutti spiritualmente presenti durante la Santa Messa di ringraziamento che, in Piazza San Pietro, nella sera di giovedì prossimo, a venticinque anni esatti dall’annuncio della sua elezione in un caldo tramonto romano, concelebrerò con il Santo Padre e con i Cardinali, i Vescovi e tutti i Parroci della Diocesi di Roma. A questa intensa preghiera di ringraziamento si unisce anche la nostra Chiesa ambrosiana. Tutti noi vogliamo rendere grazie a Dio per gli innumerevoli doni che ci ha elargito attraverso il ricchissimo magistero del Papa e mediante la sua luminosa testimonianza di annuncio del Vangelo e di amore all’uomo e al mondo, vissuti – come anche l’attuale momento di sofferenza e di malattia mostra con tutta evidenza – nel segno di una donazione totale di sé, "sino alla fine" (Giovanni 13, 1). Al Santo Padre rinnoviamo i nostri più sinceri sentimenti di affetto, di venerazione e di obbedienza. Da lui accogliamo, con gioiosa responsabilità, l’appello a professare-celebrare-vivere una fede sempre più adulta in Gesù "Redemptor hominis", unico, universale e necessario Salvatore dell’uomo e del mondo. Proprio per esprimere questi atteggiamenti, chiedo che in tutte le Messe di giovedì 16 ottobre si innalzino preghiere per il Papa e che alle ore 18.00 di quel medesimo giorno, nello stesso momento in cui inizia la celebrazione in Piazza San Pietro, le campane di tutte le chiese della nostra Diocesi suonino a festa.
Abbiamo poi un altro motivo di gratitudine per il Santo Padre. Lo ringraziamo perché tra i nuovi Cardinali, che verranno "creati" nel Concistoro del prossimo 21 ottobre, ha scelto due figli della nostra Chiesa ambrosiana: monsignor Angelo Scola e monsignor Attilio Nicora. Monsignor Scola è figlio della terra lecchese, essendo nato a Malgrate nel 1941. Cresciuto nella nostra Chiesa milanese, dove ha ricoperto incarichi di responsabilità anche diocesana nel mondo giovanile, ha condiviso l’esperienza del movimento di Comunione e Liberazione. Dopo essere stato Vescovo di Grosseto e Rettore della Pontificia Università Lateranense, è ora Patriarca di Venezia. Alla gioia di questa Chiesa a lui affidata si unisce anche la nostra comunità diocesana con l’augurio cordiale e la preghiera sincera.
Monsignor Nicora è nato a Varese nel 1937 e, dopo aver vissuto gli anni della giovinezza partecipando alla vita dell’Oratorio e delle realtà associative anche in ambito scolastico e aver ultimato gli studi universitari, è entrato in Seminario. Dall’Ordinazione sacerdotale, nel 1964, fino alla sua nomina a Vescovo di Verona nel 1992, ha servito la nostra Diocesi con piena dedizione e non comune intelligenza e competenza, chiamato a diversi incarichi dalla fiducia dei suoi Arcivescovi. Il cardinale Giovanni Colombo lo nomina Rettore del Triennio Teologico e, nel 1977, a soli quarant’anni, lo vuole come suo Vescovo Ausiliare, incarico questo che – insieme con l’insegnamento delle discipline giuridiche in Seminario – mantiene anche con il cardinale Carlo Maria Martini, seguendo da vicino, tra gli altri, l’ambito dell’apostolato dei laici.
Pur continuando a svolgere tra noi il suo prezioso e illuminato servizio, è chiamato a rivestire incarichi di responsabilità nella revisione del Concordato tra l’Italia e la Santa Sede e presso la Conferenza Episcopale Italiana.
Dopo gli anni dell’episcopato nella Chiesa di Verona, nel 1997 viene nominato Delegato della Presidenza della CEI per le questioni giuridiche. Dal 1° ottobre 2002 il Santo Padre lo nomina Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, promuovendolo alla dignità arcivescovile. Entrando ora a far parte del Collegio Cardinalizio, monsignor Scola e monsignor Nicora sono chiamati a un servizio di più grave responsabilità, in strettissima collaborazione con il Vescovo di Roma. Come tali, hanno ancora più bisogno del nostro spirituale sostegno.
Lo vogliamo loro assicurare con la presenza amica e fraterna a Roma il prossimo 21 ottobre, giorno del Concistoro.
Con me e con una apposita "delegazione diocesana", manifesteranno la vicinanza di tutta la Diocesi a questi "nostri" nuovi Cardinali numerosi fedeli delle parrocchie di Malgrate e di Varese. Soprattutto vogliamo garantire loro che li accompagniamo con la preghiera: con loro rendiamo grazie al Signore, per loro invochiamo l’abbondanza dei doni dello Spirito.
Con il cardinale Attilio Nicora, poi, questa nostra preghiera si esprimerà in un momento diocesano particolarmente significativo, nella solennità di san Carlo Borromeo, compatrono della nostra Diocesi. A lui, infatti, ho chiesto di presiedere il Pontificale previsto in Duomo per le ore 17.30 del prossimo 4 novembre.
Mentre lo ringrazio per avere accolto l’invito, mi auguro che, quella sera, il nostro Duomo possa vedere la presenza orante di molti fedeli, a iniziare da quanti appartengono alla sua terra varesina e da tutti coloro che – preti, laici e persone consacrate – lo hanno conosciuto e hanno goduto della sua guida e della sua amicizia.
L’elevazione di due figli della nostra Chiesa alla dignità cardinalizia diventa per noi un nuovo appello del Signore a rendere più luminoso il volto missionario della Chiesa di Milano. La creazione di nuovi Cardinali, infatti, è un esplicito richiamo alla universalità della Chiesa, alla sua "cattolicità", al suo essere mandata ad annunciare il Vangelo e a trasmettere la fede fino agli estremi confini della terra.
Rispondiamo, dunque, con rinnovata e più generosa responsabilità al mandato del Signore risorto: "Mi sarete testimoni". Nella presenza di "due dei nostri" tra i nuovi membri del Collegio Cardinalizio, vediamo una singolare conferma e uno stimolo ulteriore a intraprendere e continuare con fiducia il nostro "percorso pastorale diocesano".
Ai prossimi nuovi Cardinali, a tutti e a ciascuno di noi, conceda il Signore di poter condividere la missione e la passione dell’apostolo Paolo. Ci doni il coraggio di "soffrire per il Vangelo" e la gioia di chiamare alla fede quanti incontriamo sul nostro cammino, facendo loro "conoscere la verità che conduce alla pietà ed è fondata sulla speranza della vita eterna" (cfr. Tito 1, 1-3).
Dionigi card. Tettamanzi
Arcivescovo
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