E il sindaco cede il posto al bimbo adottato dal paese
Si chiama Patrik e ha 10 anni il piccolo africano che grazie all'iniziativa dell'amministrazione comunale verrà mantenuto dai comboniani. Il suo volto su una scultura del paese
Due occhi bianchi che spiccano su un volto nerissimo, con tanti capelli ricci che fanno da contorno. Presto il viso del piccolo Patrik Waraga, il piccolo bimbo sudanese adottato da una missione comboniana in Uganda e mantenuto grazie all’impegno dell’amministrazione comunale di Orino sarà visibile a tutti i visitatori del piccolo borgo.
Proprio così, dal momento che il sindaco ha deciso di “rendere pubblico” il volto di Patrik su una scultura che a giorni verrà appesa ai muri di una delle piccole strade che portano alla piazza del paese.
Una storia bizzarra, per gli intrecci da cui si è generata, ma che ha le sue basi nella solidarietà e nel buon cuore, a manifestare che i confini e le distanze spesso si annullano. Basta un filo di bene.
Tutto inizia l’estate scorsa quando alla rassegna “Orino borgo d’arte”, in occasione della quale vengono posizionate sculture sui muri del paese, fece capolino in via San Lorenzo il volto del sindaco su una scultura dell’artista cremonese Gianni Macalli. Subito i commenti fra i compaesani del giovane sindaco si sprecarono, con sorrisini e commenti alla vista dell’inquilino del comune, che sorridente li guardava. «Una situazione imbarazzante – ha commentato il sindaco Dario Clivio – che non mi andava giù. Così ho spostato la scultura, riproponendomi di raffigurarvi un nuovo soggetto».
E qui la storia si intreccia con un progetto già da tempo attivo per raccogliere fondi a favore della missione comboniana di Kampala, dove diversi bambini trovano rifugio dai conflitti religiosi che stanno martoriando il Sudan.
Da qui l’idea di dare un volto alla frutto della solidarietà. «Ritengo sia importante far sapere ai cittadini che l’impegno per raccogliere denaro è servito a far studiare e vivere con serenità un bambino, che qui a Orino tutti, in un modo o nell’altro, oramai conoscono».
«Patrik è stato portato qui da noi l’anno scorso dal Sudan dopo la morte dello zio, che l’aveva adottato dopo la perdita da parte del piccolo di entrambe i genitori – spiega una suora della missione – . Ora studia in una scuola a Kampala, assieme ai cuginetti».
In tutto sono serviti 4.000 euro per adottare il bimbo e sostenere la missione. «Ci auguriamo che il nostro gesto – conclude il sindaco – venga letto come uno spunto per tutte le amministrazioni, che in Italia sono più di 8.000, per fare altrettanto e aiutare chi ha bisogno».
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