La commissione d’inchiesta comunale fa luce su “Muri d’autore”
Incomprensioni tra chi doveva gestire l’iniziativa e l’amministrazione comunale all’origine del fallimento della manifestazione di San Fermo
Ha un “nome” la causa del fallimento dell’iniziativa Muri d’autore a San Fermo. La commissione d’inchiesta voluta dall’amministrazione comunale è arrivata alla fine dell’ indagine interna e le conclusioni sono scritte nero su bianco in cinque pagine. Cinque pagine che mettono in chiaro prima di tutto una cosa: nessuno ha usato male i soldi stanziati per questa iniziativa mai arrivata in fondo. L’Associazione Italiana Paesi Dipinti, AssIPad, che ha proposto l’iniziativa ha avuto, nel corso della realizzazione dei murales, incomprensioni con il Comune. E tutto si è fermato. I muri dipinti a San Fermo, quartiere che avrebbe dovuto rifarsi la facciata, sono soltanto dieci invece dei 30 preventivati, ma all’origine dell’impasse c’è soltanto un’incomprensione. «E’ stata verificata la sostanziale correttezza amministrativo-contabile dell’operato comunale» si legge nel documento conclusivo firmato dal gruppo di lavoro che ha condotto l’inchiesta; quello che è mancato, si dice ancora, è un «chiaro protocollo d’intesa tra Amministrazione e Associazione Italiana Paesi Dipinti». Ed eccolo il nocciolo della questione, che, pare di capire, sia molto più complesso di quanto non emerga nelle cinque pagine. “Incomprensioni” ed “equivoci” e “spunti polemici” tra amministrazione e AssIPad hanno non solo bloccato la manifestazione ma complicato il lavoro della commissione d’inchiesta che dichiara alla fine del rapporto: «E’ risultata difficoltosa la verifica a consuntivo delle attività da ciascuno svolte rispetto agli impegni assunti e ai ruoli assegnati». Insomma, non si sa più chi non ha fatto che cosa… Del Gruppo di lavoro che ha indagato sul “caso Muri Dipinti” fanno parte il segretario generale, avvocato Salvatore De Metrio, il vice segretario, avvocato Carlo Passera e il Dirigente Servizi Istituzionali e Legali, dottoressa Emanuela Visentin. A questo punto, però Fabrizio Mirabelli, consigliere dei Ds che della questione si era già occupato, passa al contrattacco: «Adesso che tutto sembra chiarito, chiediamo che l’iniziativa sia portata a termine. I soldi sono stati stanziati e ne è stata spesa solo una parte. Chiediamo che il Comitato di Gestione di “Muri d’autore” torni a lavorare e concluda quanto iniziato. Si è sprecato, a nostro avviso, tempo e denaro. Non riusciamo a spiegarci come un capoluogo che ha ambizioni turistiche come Varese non riesca neppure a portare a termine iniziative come queste, in cui tutto era già deciso e sovvenzionato».
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