Nasce “Varese vive”: una scommessa sulla varesinità

La neonata associazione si prefigge di fare da volano per le iniziative culturali e artistiche

È bastato il classico passaparola e il gruppo di amici si è già allargato a trenta aderenti fondatori. “Varese vive” si presenta alla stampa come una nuova associazione che ha come obiettivo la valorizzazione della città con la propria cultura, tradizione e ricchezza artistica.
Giuseppe Redaelli ne è il momentaneo portavoce e spiega che «l’esigenza di dare vita a una nuova associazione nasce dal comune amore per il nostro territorio. Ognuno di noi si è spesso dato da fare per organizzare iniziative, ma erano singole proposte, senza una periodicità e visione di insieme. Varese vive vorrebbe essere una sorta di catalizzatore in grado di proporre e di valorizzare quanti hanno idee. È un’associazione libera e che vuole diventare il terreno di impegno non solo di una parte ristretta della città, ma di tutti, soprattutto dei giovani».
L’associazione debutterà in pubblico con un’iniziativa il 22 novembre prossimo al De Filippi. L’occasione sarà quella della presentazione di un libro di Luigi Piatti, edito dalla Lativa. Farà da contorno una mostra di pittori varesini e poi un rinfresco e a seguire un concerto.
Luigi Orrigoni ha presentato poi la seconda delle iniziative prevista per il 16 gennaio. Anche in questo caso si tratta di un insieme di proposte nate dalla pubblicazione di un libro su Scappi, un noto cuoco di Dumenza. «Faremo una cena rinascimentale con le pietanze proposte nel libro e che venivano cucinate per i papi. Ospite d’onore sarà Gualtiero Marchesi».
Una terza iniziativa, di altro respiro, su cui sta riflettendo l’associazione, è quella di finanziare i restauri del Battistero della basilica di Varese.
Quanti volessero iscriversi in qualità di soci fondatori potranno farlo fino a metà dicembre, approfittando dell’iniziativa del 22 novembre o rivolgendosi ai numeri di telefono 0332/330444 oppure 348/7335994. La quota di ingresso ordinaria è di mille euro, ma per i giovani è fissata in 30.
Vimercati ha poi ribadito il carattere di massima apertura dell’associazione che «vuole essere anche un momento di recupero delle relazioni tra pubblico e privato. Un obiettivo importante è infatti quello di non sovrapporre iniziative, ma di valorizzarle mettendo le nostre competenze e quelle di chi vorrà a disposizione della collettività. Vogliamo fare il massimo sforzo per battere una sorta di minimalismo in cui è caduto il nostro territorio per cui ha quasi paura di apparire».
Una scommessa non da poco, ma che se incoraggiata e sostenuta potrà certamente fare da stimolo al moltiplicarsi di esperienze e idee utili per ridare a Varese quella vivacità e qualità della vita culturale che tanti cittadini si aspettano.

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Pubblicato il 09 Novembre 2003
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