«Tassa aeroportuale, la nostra proposta è l’unica percorribile»

Il presidente di Ancai Giovanni Canziani risponde a chi propone di cambiare la proposta di legge già approvata dal senato

Pubblichiamo l’intervento di Giovanni Canziani, sindaco di Lonate Pozzolo e presidente dell’associazione dei comuni aeroportuali italiani, sulla vicenda della tassa di un euro per passeggero. Soldi che serviranno a indennizzare i comuni. Il primo cittadino risponde anche alle dichiarazioni di Giancarlo Galli dell’Udc, riportate ieri da Varesenews.

Si sono susseguiti sulla stampa e su questo giornale on-line in questi giorni numerosi interventi inerenti la cosiddetta “tassa comunale sui voli”. L’ultimo in ordine di tempo quello dell’On.Galli che sostiene quanto previsto dall’art.3 della finanziaria approvata dal Senato. Credo siano necessarie però alcune precisazioni. La proposta è nata in ANCAI oltre tre anni fa e successivamente più volte modificata. La Proposta attuale ha ottenuto il pieno appoggio di ANCI perché è risultata ben definita, circostanziata e limitata ad un solo aspetto del problema: i costi aggiuntivi, determinati dalla presenza degli aeroporti, ricadenti sugli Enti Locali. Non si tratta quindi di risorse destinate a “compensare il disagio”, cosa che potrebbe configurare una fastidiosa svendita della qualità della vita, ma del riconoscimento che chi eroga servizi deve ricevere le risorse necessarie. Infatti in un corretto rapporto azienda – ente territoriale – cittadini, l’adeguatezza delle iniziative deve necessariamente tenere conto del fatto che le “aziende aeroporto”, nel loro insieme, devono al pari delle altre fornire le risorse di scopo necessarie, senza gravare ulteriormente sugli abitanti dei territori, certamente già penalizzati dai complessi fattori ambientali che connotano tali infrastrutture. Purtroppo oggi le strutture aeroportuali, per il regime giuridico che le caratterizzano, non trasferiscono di fatto alcuna risorsa agli Enti Locali che le ospitano sul proprio territorio. Nulla viene dagli spazi commerciali e direzionali, nessuna risorsa dall’ICI e spesso la stessa imposta di pubblicità viene ad essere agevolata dall’applicazione della tariffa prevista per la dimensione demografica degli enti territoriali sui quali insistono. Per contro, sussistono particolari oneri sempre più esponenzialmente in crescita, gravanti i servizi di polizia locale, demografici, territoriali, sociali, culturali e di assistenza alla persona. E’ evidente che l’equilibrio fra la domanda e l’offerta di servizi, di ovvia qualità, deve potersi avvalere delle necessarie risorse. Nell’ambito della tutela del territorio, inoltre, i sindaci sono chiamati a rispondere alle più svariate esigenze dei cittadini, comprese quelle inerenti la sicurezza e la salute, anche avvalendosi della collaborazione del volontariato locale o di associazioni riconosciute a livello internazionale come la Croce Rossa. Tali tematiche si affrontano solo con adeguate risorse, altrimenti ci si può limitare solo alla demagogia politica. 

Per chiarezza mi sembra opportuno precisare inoltre quanto segue:

1. La proposta elaborata da ANCAI e ANCI riguarda tutti gli aeroporti italiani, non solo Malpensa. 

2. La scelta che individua i soli comuni di sedime è stata l’unica ritenuta percorribile dal direttivo ANCAI su suggerimento dello staff tecnico di ANCI. Ciò perché oltre a rispondere alla necessità di comprendere i comuni su cui insistono le aerostazioni, che sostengono i costi istituzionali diretti determinati dalla presenza di un aeroporto, individua con una approssimazione molto buona i comuni (appunto quelli di sedime) che sostengono i più significativi costi istituzionali indiretti. 

3. Il Sindaco di Terrasini (PA), vicepresidente ANCAI, essendo escluso in quando Terrasini non è comune di sedime aeroportuale, pur subendo i sorvoli degli aerei in decollo dall’aeroporto di Punta Raisi, posto per intero in comune di Cinisi, ha condiviso e sostenuto la scelta effettuata da ANCAI e da ANCI, perché ritenuta l’unica percorribile. 

4. Occorre distinguere una volta per tutte tra problemi ambientali (in particolare i problemi acustici, particolarmente gravi a Malpensa) e i costi istituzionali indotti, perché altrimenti, come nel passato, continueremmo a non avere risposte e a cadere, allora sì, nella monetizzazione del disagio, che tutti rifiutiamo. 

5. In ogni caso non esistono ad oggi curve isofoniche certificate, sulla base delle quali individuare in modo inequivocabile i comuni “danneggiati da un aeroporto” (ciò vale per Malpensa e per quasi tutti gli aeroporti italiani). Riferirsi alle curve isofoniche per la determinazione dei comuni aventi diritto equivarrebbe non solo ad affossare la proposta, ma sarebbe vera monetizzazione del disagio, cosa che tutti rifiutiamo. 

6. Quando Regione Lombardia ha approvato l’IRESA (Imposta Regionale sulle Emissioni Sonore degli Aerei), che tornerà a rendere disponibili i soldi versati dalle compagnie aeree per finanziare i piani di risanamento acustico previsti dalla 447/95 e decreti connessi, più d’uno ha sostenuto pubblicamente che non si può accettare la monetizzazione del disagio, non comprendendo il reale significato di una iniziativa lodevole di Regione Lombardia, unica regione in Italia ad essersi avvalsa in questo ambito dei nuovi poteri attribuiti alle Regioni dalla rinnovata costituzione. 

7. ANCAI non intende occuparsi soltanto del ristoro dei costi ricadenti sui comuni aeroportuali, tanto è vero che il direttivo dell’associazione, riunito a Fiumicino il 7 novembre u.s., ha già discusso in modo chiaro e propositivo il problema dei voli notturni, sta lavorando per fare il punto della situazione sui lavori delle commissioni aeroportuali, ovunque in ampio ritardo, e intende procedere con azioni di sensibilizzazione presso le Regioni trasmettendo il testo dell’IRESA approvato da Regione Lombardia. ANCAI inoltre, dopo aver vinto contro il ricorso al TAR delle società di gestione circa l’accantonamento del 7% annuo delle spese di manutenzione da destinare ad interventi di mitigazione ambientale in applicazione all’art.7 della Legge 447/95, sta sostenendo la stessa causa presso il Consiglio di Stato. 8. La disponibilità di ANCI, presso la cui sede, a breve, ANCAI si trasferirà, permetterà di affrontare con maggior vigore e con l’ausilio di ulteriori competenze i problemi dei comuni aeroportuali.

Ad oggi, al di là degli auspici, non sappiamo come si chiuderà la vicenda. Certo è che con la riforma del titolo V della costituzione e ancor di più con la recente Legge 131 viene fortemente sottolineato il ruolo centrale del comune nell’erogazione di servizi ai cittadini e alle imprese. Del resto, lo stesso stato, quando ha bisogno di risorse le ricerca: sono state aumentate del 300% le concessioni demaniali. (Quanto costeranno le cabine, le sdraio, gli ombrelloni nella prossima stagione? Ciò non incide sul sistema paese? E’ forse medioevo?) L’approvazione della nuova norma rappresenterebbe forse il primo caso di vera applicazione dei nuovi dettami costituzionali, ( per i quali, in particolare, l’adeguatezza dei servizi è strettamente connessa alle risorse).

Giovanni Canziani
Presidente ANCAI.

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Pubblicato il 21 Novembre 2003
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