«Via Piana di Luco non è adatta al carcere»
Minonzio (sindaco di Gazzada): è una scelta che dimostra una scarsa conoscenza del territorio
«La decisione di costruire il nuovo carcere in via Piana di Luco ci sembra a dir poco azzardata. Riteniamo che la scelta derivi da una scarsa conoscenza del territorio e ci chiediamo se i soggetti preposti alla decisione abbiano avuto a disposizione tutti gli elementi utili a valutare il progetto». È questa la posizione del sindaco di Gazzada Schianno Alfonso Minonzio, alla luce di quanto emerso negli ultimi giorni e dopo alcuni colloqui avuti con il sindaco di Varese Aldo Fumagalli.
I dubbi sul luogo scelto per realizzare il nuovo carcere sono condivisi da tutti i componenti del consiglio comunale. I rappresentanti della Lista civica “Insieme nel 2000”, quelli di “Impegno Progressista” e persino della Lega Nord hanno infatti condiviso un documento siglato dal consiglio comunale, in cui sono contenute alcune osservazioni e interrogativi.
Secondo il documento votato dal consiglio comunale le aree individuate per il carcere sono di notevole pregio ambientale tanto che la regione Lombardia, ritenendole meritevoli di salvaguardia, ha tolto dal prg di Gazzada Schianno alcune opere viarie nella valle del torrente Selvagna, torrente che nasce proprio nelle aree interessate all’insediamento del carcere.
Ospedale, università, Asl, B.Ticino e Istituto Molina nonché alcuni supermercati insistono già su un’area molto trafficata insieme ad altre realtà produttive. E proprio a causa del traffico che «l’Amministrazione ha dovuto prendere provvedimenti per la limitazione del transito ai non residenti che a migliaia utilizzano le strette vie di Schianno come scorciatoia per raggiungere viale Borri» si legge in una nota del comune.
Senza contare che la realizzazione del carcere richiede infrastrutture viabilistiche di grande rilevanza che non si conciliano con la morfologia della zona. Per esempio, per l’amministrazione comunale, il collettore fognario è inadeguato a sopportare un ulteriore carico di 7-800 persone, fra detenuti, guardie, forze dell’ordine e altri operatori che quotidianamente graveranno sul carcere.
Di questo hanno parlato Minonzio e Fumagalli in un recente incontro. «Fumagalli ha garantito che le questioni “carcere e viabilità” saranno portate all’attenzione di una prossima assemblea di “Varese Europea” – spiega Minonzio – i nostri timori che anche altre zone verdi venissero sacrificate si sono rivelati fondati. Il sindaco di Varese ha annunciato la costruzione di cento alloggi di edilizia popolare più altre strutture socio-assistenziali nell’area dei Duni. Crediamo che i cittadini del comune di Gazzada Schianno, oltre naturalmente a quelli di Varese, abbiano il diritto di porre domande e ottenere risposte sulla serietà dell’analisi relative alla necessità di un nuovo carcere, sulla sua collocazione e sui futuri interventi edilizi nell’area dei Miogni. Nel caso queste risposte non giungessero o non fossero esaustive e convincenti, si favorirà la mobilitazione insieme ai vari gruppi sorti a tutela del territorio e contrari alla realizzazione del nuovo carcere».
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