L’Università dell’Insubria punta sulla ricerca e chiede aiuto al territorio

L'estate scorsa è stato istituito il Dipartimento di Scienze Chirurgiche, l'organismo che coordinerà i lavori di ricerca e cercherà collaborazioni esterne

Unire le forze per diventare qualcuno. E così, dopo i primi anni di rodaggio, la facoltà di medicina e chirurgia dell’Università dell’Insubria fa il grande salto: «Il dipartimento è uno dei pilastri del mondo accademico – spiega Andrea Sala, primario di cardiochirurgia all’ospedale di Circolo di Varese e direttore del neonato Dipartimento di scienze chirurgiche – Dall’estate scorsa, anche nella nostra università si è costituito il dipartimento di chirurgia che riunisce le sette aree chirurgiche presenti in ospedale».
Sotto un’unica direzione si sono, quindi, unite le chirurgie toracica, generale, vascolare, plastica, otorinolaringoiatrica, neurochirurgica e cardiologica: il fine è quello di condividere progetti in maniera trasversale, ottimizzando personale e costi.
In un periodo difficile per la ricerca l’università di Varese lancia una sfida: farsi conoscere per trovare partner che condividano idee e sforzi: «In effetti, è stata una scelta coraggiosa, visto il particolare momento storico – commenta Patrizio Castelli, chirurgo e professore associato – Siamo consapevoli dell’importanza della sfida: di solito si è portati più a sostenere il conosciuto che a dare fiducia al nuovo. Ecco perchè abbiamo deciso di rendere ben visibili i nostri lavori e i nostri progetti, per convincere interlocutori esterni a sostenerci».
Centro motore del Dipartimento sarà il laboratorio di ricerca che da dieci anni è attivo in via Rossi: « Attualmente siamo impegnati su tre grossi progetti – spiega Angelo Benvenuto, responsabile del laboratorio – il primo, ci vede impegnati con l’Asl e i medici di medicina generale nello screening mammografico per la prevenzione del tumore alla mammella. Abbiamo redatto anche un opuscolo che contiene tutte le informazioni di tipo clinico, terapeutico e anche psicologico che possono servire alla donna. il secondo progetto verte sul tumore del colon, patologia molto diffusa e di cui vorremmo individuare i fattori di rischio. La terza area di ricerca è legata al tumore al fegato e , anche in questo caso, siamo impegnati con Asl e medici di medicina generale per stilare linee guida sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico».
L’Università dell’Insubria si apre, quindi, al territorio per trovare sostenitori: «Fino ad oggi la nostra provincia si è sempre dimostrata sensibile ad iniziative importanti – commenta il professor Sala – La ricerca è fondamentale per assicurare l’alta qualità ad un ospedale. È la ricerca che permette l’eccellenza, speriamo Varese prosegua nella tradizione».
Per presentarsi ufficialmente, il Dipartimento di Chirurgia terrà la prima riunione scientifica venerdì prossimo 5 dicembre alle ore 14 a Villa Toeplitz a Varese. Con un linguaggio accessibile a tutti, i relatori spiegheranno l’importanza delle ricerca nelle diverse unità chirurgiche.

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Pubblicato il 01 Dicembre 2003
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