Lazzaroni, rinviata la decisione sullo sfratto

C'è tempo fino a marzo per trovare un accordo tra la dirigenza dell'azienda e la proprietà dello stabile. Proseguono le trattative per la nascita del "Biscottificio di Saronno"

Il futuro della Lazzaroni si giocherà nei prossimi tre mesi. La paura dello sfratto è passata, almeno per il momento. Il giudice ha deciso di convocare le parti in causa per il prossimo 4 marzo, in maniera tale che ci sia il tempo di trovare un accordo tra la proprietà dello stabile e la dirigenza della storica azienda saronnese.
A causa delle difficoltà economiche che hanno anche portato a rischio chiusura il biscottificio e alla messa in cassa integrazione di una quarantina di dipendenti, la proprietà dell’azienda non aveva pagato per sedici mesi l’affitto dovuto. I proprietari dello stabile ne avevano così chiesto lo sfratto entro la fine del 2003. La proprietà della Lazzaroni, nelle scorse settimane, ha poi pagato tutti e sedici i mesi di arretrato, ma la società proprietaria dello stabile ne ha comunque chiesto lo sfratto, oppure un raddoppio della quota d’affitto annua. Condizione che metterebbe in ulteriore difficoltà l’azienda.
In questi giorni la decisione del giudice di prendere ancora tempo fino al 4 marzo, lasciando così la Lazzaroni dove è oggi, a Uboldo.

La situazione non è semplice anche perchè, con l’aiuto di Provincia, Ministero e sindacati, la proprietà della Lazzaroni sta cercando di salvare la situazione creando una nuova azienda chiamata "Il biscottificio di Saronno" alla quale sarebbero interessate diverse realtà. 
Questo permetterebbe di rilanciare l’attività. La decisione del giudice di aspettare fino a marzo dà così un po’ di respiro alla ricerca di soluzioni per non far cessare una storica attività e così salvare anche oltre 70 posti di lavoro. 

«Se il giudice avesse accolto la richiesta di sfratto, la Lazzaroni non avrebbe avuto un posto dove andare e di conseguenza i lavoratori sarebbero rimasti subito a casa – spiega Domenico Lumastro, segretario provinciale della Flai-Cgil -. In questa maniera c’è uno spiraglio per l’apertura delle trattative tra la dirigenza della Lazzaroni e la proprietà dello stabile. Come sindacato non vogliamo entrare nel merito delle ragioni di una o dell’altra parte. A noi interessa che l’attività industriale si mantenga, ma per farlo c’è bisogno di tranquillità».

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Pubblicato il 19 Dicembre 2003
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