Dodicimila visite per il Gesù immigrato
Il presepe allestita dai missionari Comboniani proseguirà fino al primo di febbraio. Visitabile anche una mostra dedicata a padre fondatore e un mercatino equo solidale
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Si tratta di un vero successo che rimane comunque in linea con i risultati che questa tradizione ottiene costantemente da più di 50 anni. Ogni anno, infatti, il presepe viene realizzato con un tema. Quello scelto quest’anno dai missionari è l’immigrazione. «Una volta deciso «In quel tempo, la gente chiudeva la porta, e anche i cuori, a Gesù – prosegue Sebastian -. Oggi è ancora così e il timore è che non sappiamo più riconoscerlo». Il presepe dei missionari Comboniani si articola come un percorso che dura circa 15 minuti, completo di scene, giochi di luce, video, musica e cartelli esplicativi. Uno di questi cartelli rimanda proprio a Padre Comboni, proclamato santo dal Papa meno di due mesi fa, e per il quale è stata allestita una mostra, visitabile dopo il presepio, per ricordarne la storia e la vita dedicata a combattere la schiavitù. «Padre Comboni, infatti, amava dire che "non c’è immigrazione senza schiavitù"» ricorda Sebatian. Fino al primo di febbraio, oltre al presepe e alla mostra, è possibile visitare anche il mercatino equo-solidale. Il tutto dal lunedì al venerdì, dalle 14,30 alle 16,30, mentre il sabato e la domenica dalle 14 alle 18. |
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Finora sono state 12 mila le persone che hanno fatto visita al Gesù visto come immigrato nel presepe allestito a Venegono Superiore, dai missionari Comboniani. Ma è solo un dato parziale perché il presepe, con le relative iniziative, come mostre e mercatini, andrà avanti fino al primo di febbraio con visite giornaliere.
il tema centrale ci siamo chiesti come vedremmo oggi la nascita di Gesù – spiega il novizio Sebastian, ragazzo di origine polacca che ha coordinato la realizzazione del presepio -. E così per noi, oggi, il percorso della natività passa dalle baraccopoli ai grattacieli, dalla povertà alla ricchezza. La cosa essenziale rimane che Dio si è fatto carne e Gesù nasce come immigrato. Esattamente come la società ricca di oggi che è stata povera e immigrata un tempo. Dobbiamo mantenere sempre un occhio alla storia e non dimenticare quello che si è stati».





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