Legambiente: troppi disagi sulla Varese-Porto Ceresio
L'ennesimo caso di disservizio segnalato dall'associazione ambientalista
Riceviamo e pubblichiamo
Dopo mesi di gravissimi disagi che hanno seriamente compromesso l’accessibilità al servizio ferroviario, la situazione sulla linea Milano – Varese – Porto Ceresio che pareva pressoché ritornata alla sua dimessa normalità, trova nella giornata del 15 gennaio ancora soppressioni di corse per i motivi più disparati, problema drammaticamente comune a tutta la rete ferroviaria della Lombardia.
Questi ultimi sono principalmente causati dai frequenti guasti al materiale rotabile, che pur essendo quasi tutto di recente costruzione (in particolare i treni TAF e le locomotive E 464, introdotti a partire dal 99) non è sottoposto a regolari cicli di manutenzione; ne consegue quindi che in mancanza di mezzi disponibili si mettono in circolazione treni che da un momento all’altro possono manifestare problemi tecnici e quindi arrestarsi già in partenza dalla stazione di origine o peggio ancora in piena linea. Quando ciò avviene, Trenitalia sopprime il treno, provvedendo a sostituirlo con un mero servizio di autobus, che per ovvi motivi non è mai in grado di soddisfare le esigenze di mobilità della clientela vittima del disagio, determinando altresì ripercussioni negative sul servizio stesso. Ci si chiede inoltre SE EFFETTIVAMENTE NON SI TRATTI DI OMISSIONE DI PUBBLICO SERVIZIO, PASSIBILE DI SANZIONI E DI RIMBORSI CONSEGUENTI AGLI UTENTI DANNEGGIATI E SE NON SIA IL CASO DI INTRAPRENDERE UNITARIAMENTE UN’AZIONE DI DENUNCIA.. Un gestore di un monopolio ferroviario o è in grado di garantire il trasporto previsto, a nostro parere, trattandosi non di beneficenza ma di attività a scopo di raggiungimento di un utile di esercizio,o in caso contrario ad esso vanno imputati i danni causati alla popolazione locale, in tal caso alla popolazione della Valceresio , per lavoro perso ,frequenza scolastica non consentita, danni per mancate ulteriori coincidenze che impediscono lo svolgimento di qualunque attività professionale in itinere. Chiediamo alle forze politiche di attivarsi in tal senso e diamo la nostra disponibilità alla collaborazione per impedire il ripetersi di tali incresciosi continui e prevedibili disagi. L’assoluta assenza di informazioni, i disservizi ormai divenuti quotidianità, l’evidente e inarrestabile degrado delle stazioni e degli impianti fissi, l’impossibilità materiale di acquistare biglietti e abbonamenti, le citate pietose condizioni del materiale rotabile, la cronica carenza di personale e la disastrosa logica del risparmio esasperato, rendono difficilissimo se non impossibile un approccio felice con il mezzo ferroviario, che al contrario dovrebbe essere facilitato, incrementato e sostenuto con opportuni finanziamenti.
Questa situazione di estrema gravità è solo la punta dell’iceberg del caos generale nel quale versano i trasporti in Lombardia, a tutto svantaggio dei cittadini che vedono pregiudicata la facoltà spostarsi con i mezzi pubblici per motivi di studio, lavoro o semplice diporto. In particolare, l’inaffidabilità del servizio ferroviario sulla tratta in questione non consente agli abitanti dei comuni serviti dalla linea di giungere puntuali a destinazione, causando danni economici che possono avere tradursi, specie per i lavoratori dipendenti, in penalizzazioni nella busta paga.
Osserviamo purtroppo che nell’immediato non esistono soluzioni, in quanto non è stata fatta alcuna pianificazione di base, i finanziamenti sono assenti, e più drammaticamente non esiste una coscienza che dovrebbe privilegiare gli spostamenti su ferro, consentendo a molti di lasciare il proprio veicolo a casa, a beneficio dell’ambiente, delle nostre città e periferie, della nostra semplice salute.
La regione deve farsi maggiormente carico del problema, reclamando il sostegno e la collaborazione costruttiva della provincia e l’appoggio delle amministrazioni locali, responsabilizzando il vettore (nel caso Trenitalia) e richiamandolo ai propri impegni laddove il servizio non sia conforme con gli standard europei di affidabilità. Purtroppo tutti applicano politiche diverse, lontane anni luce dalle effettive necessità territoriali, mentre florida è la produzione di progetti per opere stradali, che molto spesso sono soltanto inutili e costosi sacrifici trionfalmente portati all’altare del diffuso delirio automobilistico.
Per garantire una mobilità di qualità è necessario trasformare le obsolete e sature linee ferroviarie che originano da Milano in metropolitane regionali, con punti di interconnessione alla rete interregionale e nazionale (a Milano Certosa, Rho, Busto Arsizio (Ferrovie Nord), Gallarate, Varese e Sesto Calende, altresì inserendo il progetto del collegamento con Lugano attraverso la bretella Arcisate – Stabio, opportunamente modificato per garantirne una maggiore validità territoriale. Su queste linee opportunamente trasformate e potenziate è necessario introdurre materiale rotabile di carattere suburbano, con un buon coefficiente di prestazioni tecniche e comodità. La manutenzione di questi rotabili deve essere affidata all’azienda titolare del servizio ferroviario, con la completa ristrutturazione e riapertura delle storiche officine di Gallarate. Un servizio così concepito necessita inoltre di strutture d’appoggio quali impianti tecnici, stazioni gradevoli dove siano possibili attività commerciali di natura diversa e opportuni servizi alla clientela (spazi per l’esercizio ferroviario, uffici, biglietterie e quant’altro). Da ultimo il servizio così concepito deve essere promosso e incentivato, ricorrendo a tutte le più affinate tecniche di comunicazione, già in uso presso altri settori.
Solo attraverso questo vasto progetto sarà possibile ottenere una rete regionale su ferro moderna, affidabile, in grado di sostenere per molti anni la crescente domanda di mobilità a livello locale e oltre.
Per Legambiente Valceresio Arcisate
Il presidente, Sergio Franzosi
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