«Mai più antenna selvaggia» e in Consiglio è battaglia
Sul dibattito che si è aperto nell'ultima seduta a Palazzo Estense l'opposizione, ma anche Forza Italia, si è scagliata contro le decisioni prese dalla Giunta
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Dura presa di posizione da parte del Consiglio comunale sul problema delle antenne, che di fatto sconfessa l’operato dell’Assessore Nicoletti e della Giunta riguardo all’antenna di telefonia radiomobile appena installata a Masnago. In un dibattito in cui maggioranza e opposizione si sono ritrovate sulle medesime posizioni, sono emerse vecchie ruggini tra l’Assessore alla tutela ambientale e i gruppi di Forza Italia e Lega. Per censurare l’antenna di Masnago il consigliere forzista Grassia ha rispolverato un ordine del giorno presentato lo scorso aprile (per protestare contro un’altra antenna, quella di via Salvore a Giubiano), allegandovi un emendamento che recepisse i cambiamenti in materia legislativa che si sono susseguiti da un anno ad oggi. Si pone l’accento soprattutto sul protocollo d’intesa stipulato tra l’Anci ed il Ministero delle Comunicazioni, che impegna i comuni a privilegiare aree pubbliche per l’installazione di nuove stazioni radio, ad un continuo monitoraggio di quelle già esistenti ed a tenere costantemente informati i cittadini sui livelli d’elettrosmog. Grassia chiede dunque di redigere un piano di localizzazione delle antenne, al fine di trovare aree diverse da quelle attuali per gli impianti di Masnago e Giubiano ed evitare che in futuro si ripropongano situazioni analoghe. Per quanto riguarda l’antenna di via Don Rimoldi, l’Assessore Nicoletti sostiene che sono state studiate varie soluzioni, ma quello scelto era l’unico sito praticabile: «Anche a me esteticamente non piace, ma per quanto riguarda il rischio salute non bisogna preoccuparsi; l’Arpa controlla costantemente che non venga superato il limite di emissioni imposto dalla legge, che oltretutto in Italia è dieci volte più basso rispetto a quello di Francia e Germania». L’esponente della giunta attacca chi lo accusa di aver avuto poco coraggio nella trattativa col gestore della stazione radio: «Poco coraggioso è chi cavalca demagogicamente la legittima protesta dei cittadini senza voler assumersi responsabilità. Bisogna saper coniugare sicurezza e sviluppo tecnologico, una volta appurato che non vi sono rischi per la salute non si può bloccare un forte investimento sul territorio». Tuttavia Nicoletti non convince né l’opposizione né la sua stessa maggioranza. Zappoli (Prc) fa notare come il proprietario del terreno su cui si erige l’antenna sia l’Ing. Caravati, persona tenuta sempre in grande considerazione dall’Amministrazione comunale, mentre Alfieri ricorda come l’Ulivo avesse chiesto di non procedere con l’installazione di nuovi impianti prima che la Corte Costituzionale si pronunciasse sul decreto Gasparri: «Se per una volta la maggioranza fosse stata meno arrogante e ci avesse ascoltato ora non saremmo in questa situazione». Ma la Lega con Terzaghi e Forza Italia per bocca di Bregonzio non sono meno duri: «Gli interessi di un privato hanno prevalso su quelli della collettività, bisognava saper dire no all’antenna di Masnago» attacca il leghista, mentre il consigliere azzurro contesta Nicoletti su tutta la linea: «L’Arpa non è in grado di effettuare controlli costanti ed i cittadini non sempre sono stati informati a dovere. E non si spacci un’antenna di telefonia radiomobile per un investimento a favore dello sviluppo del territorio, di cose da fare in questa direzione ce ne sarebbero tante, basti solo pensare alle opportunità di sviluppo che offrono le fibre ottiche». I Democratici di sinistra, alla fine si sono astenuti sull’ordine del giorno perché giudicato troppo generico. Avevano presentato un emendamento firmato da Maresca che chiedeva un maggior coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni riguardanti l’ubicazione delle antenne, mediante la formazione di una consulta tra abitanti del luogo e Comune. Quando è stato respinto i diessini sono andati su tutte le furie: «Tutti si dichiarano dalla parte dei cittadini, poi quando si tratta di coinvolgerli nei fatti e non solo a parole iniziano le retromarce – si sfoga il capogruppo Cacioppo . Nella proposta di Grassia si fa esplicito riferimento all’Anci, organizzazione di cui il Comune di Varese non fa parte; che senso ha quindi richiamarvisi?» In ogni caso rispetto ai tentennamenti del passato è da registrare una presa di posizione abbastanza netta da parte del Consiglio comunale che, anche se probabilmente tardiva per l’antenna di Masnago, sarà sicuramente utile per casi analoghi in futuro. |
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