Chiuso il mese della pace voluto dai giovani del Decanato
I diversi incontri e le numerose iniziative che si sono svolte a gennaio erano dedicate all'Immigrazione
riceviamo e pubblichiamo
Si sta concludendo il mese della Pace e, sulla scia degli ultimi anni, è stato un mese ricco di iniziative per porci domande e suggerirci risposte. Il tema affrontato quest’anno era quello dell’immigrazione, anzi dell’immigrato. La migrazione, spesso, è la conseguenza della mancanza di giustizia e di pace nei paesi d’origine ed è per questo motivo che le varie iniziative proposte avevano questo filo conduttore. La marcia della Pace, per esempio, ci ha visti camminare insieme al decanato per le vie di Castiglione e ascoltare la testimonianza dei rifugiati politici e di chi li aiuta nel nostro territorio. Il cineforum ci ha ricordato che i "viaggi della speranza" (o della disperazione?) partono molto più da lontano rispetto a ciò che ci fanno vedere i telegiornali: le carrette dei mari che attraccano nei nostri porti o naufragano nei nostri mari sono solo l’ultimo atto di una storia che comincia molti chilometri prima. Il film "Cose di questo mondo" ci ha portato alla mente che dietro a ognuno delle migliaia di profughi c’è una storia da raccontare e a noi ha fatto piacere conoscerla, anche se solo attraverso una pellicola. Ci ha fatto però ancora più piacere ascoltare dal vivo le voci di Mohammed e Thierry, immigrati che ormai vivono da anni in Italia e che adesso aiutano chi è nella condizione in cui si trovavano loro qualche anno fa. Ci hanno raccontato la loro vita, i motivi che li hanno spinti a lasciare la propria casa per trovarne un’altra qui in Italia. L’Italia, per loro, è stato luogo di arrivo, ma Evelina ci ha raccontato come per suo padre l’Italia è stato il luogo di partenza per cercare in Argentina, nell’America, la fortuna, il lavoro e la speranza che qui non trovava.
Già, fino a cinquant’anni fa eravamo noi a scappare per cercare un futuro migliore altrove e non dobbiamo dimenticarlo quando oggi vengono a bussare alla nostra porta. Il professor Carrera ci ha inoltre spiegato l’origine di questi fenomeni migratori e l’impossibilità di regolarli per legge perché fanno parte della storia dell’uomo. Parlando di leggi, abbiamo avuto la possibilità, nell’ultima serata organizzata, di conoscere quali sono le regole che governano l’immigrazione in Italia. Le leggi sono scritte dall’uomo e per questo imperfette, come ingiuste sono alcune situazioni che si sono venute a creare con la loro applicazione. Nel nostro territorio, e in particolare nel nostro decanato, molto si fa per accogliere con amore e disponibilità le persone che si trovano (è proprio il caso di dirlo!) spaesate e privi di punti di riferimento in una giungla di articoli, comma e paragrafi. E’ ciò che fanno molte associazioni di volontariato che si sono a noi presentate e che lavorano perché sia possibile la pace e la giustizia qui ed ora, affinchè ci si senta davvero tutti figli dello stesso Padre.
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