Crac parmalat: «Il Sindaco deve essere più chiaro»

Molti i dubbi sollevati dalle associazioni dei consumatori nel secondo incontro con il Comune. A breve un incontro con le banche del territorio

Sindaco, assessore alle Politiche finanziarie e rappresentanti delle associazioni dei consumatori andranno a parlare con quelle che un tempo erano considerate le banche locali, oggi incorporate in altri gruppi o assorbite da altri istituti (Credito Varesino, Commercio di Gallarate e Banca Popolare di Luino e Varese). Questo in sintesi il risultato del secondo incontro avvenuto a Palazzo Estense nell’ufficio dell’assessore Paolo Soletta. Un incontro che ha rivelato, però, anche molte divergenze tra le associazioni dei consumatori e l’iniziativa promossa dal sindaco. Movimento dei consumatori, Adiconsum e Federconsumatori parlano di atteggiamento poco chiaro di Aldo Fumagalli, soprattutto in relazione al fantomatico sponsor che si accollerebbe i costi delle spese legali. «Abbiamo chiesto più volte – dice Barbara Cirivello, del Movimento consumatori – di svelarci chi è questo sponsor legale, senza ottenere una risposta. Sappiamo solo che è un contatto privato del sindaco. Sull’opportunità poi di creare un comitato dei risparmiatori, nel caso l’incontro con le banche andasse a vuoto, non mi vede assolutamente d’accordo. Non entrerò in quel calderone. Noi operiamo da anni e siamo legittimati da una legge e poi il Comune deve porsi a sostegno delle associazioni e non in alternativa ad esse. Non dimentichiamo che già grazie alle associazioni dei consumatori Unicredito ha sottoscritto un accordo nazionale e Banca Intesa ha fissato un incontro per il 12 febbraio per discutere di intese stragiudiziali. E le stesse orme potrebbero essere percorse da Capitalia e San Paolo Torino». 
(sopra: risparmiatori a Palazzo Estense mentre sottoscrivono il modulo di denuncia)

Un altro punto importante della questione riguarda la natura dell’azione del Comune. Al di là dei manifesti su Superfumagalli, qualche sospetto di cavalcata politica da parte del sindaco, le associazioni dei consumatori l’hanno avuto e da qui si è generata anche una certa diffidenza. «Noi siamo in prima linea da anni per la tutela del risparmio – spiega Marisa Mentasti dell’Adiconsum – e lo facciamo promovendo un’azione collettiva e trasparente. Perché proporre uno sponsor legale non dicendoci chi è? Noi abbiamo staff di legali di ottimo livello che non costano nulla al consumatore, perciò vogliamo evitare che questa cosa diventi il business per qualche avvocato. Inoltre promuovere politicamente la figura del sindaco, di qualunque colore sia, non è il nostro ruolo. Andremo a questo primo incontro con le banche del territorio per tastare il polso, ma in questi anni per via extragiudiziale si è ottenuto poco o nulla. Lui ha fatto le promesse e lui si deve presentare e se non va in porto noi andremo per la nostra strada».
A Francesco De Lorenzo della Federconsumatori non sono piaciute le modalità degli incontri con il Comune. «Il sindaco Fumagalli ha una concezione tutta sua del lavorare insieme: ci convoca per discutere nel merito, ma prima di discutere dà le conclusioni alla stampa. Noi operiamo da molti anni a tutela dei consumatori, mentre il sindaco di Varese, al di là del modulo della denuncia, non ha fatto niente altro. Con i nostri legali abbiamo già pronta la lettera per il Tribunale di Parma per insinuarci al passivo e la richiesta di messa in mora per il risarcimento danni. Andremo a questo incontro per sentire le banche locali anche se sappiamo già che i centri decisionali non sono più su questo territorio. E poi c’è la questione dello sponsor tenuto segreto: per noi è inaccettabile perché è una questione di trasparenza verso i consumatori. E se poi scopriamo che lo sponsor è un politico?»


 

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Pubblicato il 10 Febbraio 2004
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