Esselunga di Castellanza: Legambiente si schiera contro

Le osservazioni di Legambiente bocciate dal Comune di Castellanza in merito al Progetto esecutivo di Variante approvato e pubblicato dall'amministrazione comunale

Le osservazioni di Legambiente, qui sotto riportate, sono state sistematicamente bocciate dal Comune di Castellanza. Riteniamo che questo diniego porterà ad una situazione di collasso viabilisico analogo a via per Fagnano.

Ribadiamo la nostra contrarietà alla realizzazione di un ennesimo centro commerciale

Riceviamo e pubblichiamo

Come preambolo inseriamo alcune considerazioni relative alla nostra contrarietà al trasferimento dell’Esselunga in una area già penalizzata dal traffico e dall’inquinamento atmosferico. Si tratterà di un ulteriore colata di cemento che andrà a compromettere un’area a ridosso del Parco Alto Milanese e quindi di una delle poche aree di conservazione del patrimonio agricolo e boschivo presenti sul territorio, riducendolo di fatto ad essere una riserva, disponibile per nuove edificazioni. Si tratta per altro di scelte, già attuate dalle precedenti amministrazioni: i campi, le cascine, i boschi sono stati progressivamente travolti e hanno assunto carattere di frangiature e residui privi di significato nel contesto urbano.
In secondo luogo ci chiediamo se una città come Castellanza, fortemente penalizzata da scelte insediative anche potenzialmente pericolose, come la presenza di un polo chimico a ridosso dell’abitato, attraversata nelle sue direzioni principali da sempre maggiori flussi di traffico veicolare, abbia proprio bisogno dell’ennesimo centro commerciale.

1. La rotonda stradale posta in Viale Borri, quella più vicina a Busto Arsizio, di esclusiva pertinenza del futuro parcheggio Esselunga e Metro è da ritenersi completamente destabilizzante il traffico che insiste sul suddetto viale, che è parte della SS527. Essendo una strada a lunga comunicazione, detta rotonda provocherà ingiustificati intoppi viabilistici, ai quali non sarà possibile porre rimedio in alcun modo. Detta rotonda è da considerarsi superflua allo stato delle cose.

2. La successiva rotonda, posta a cento metri circa verso Castellanza, costituirà qualora fosse legata alla prima, un ostacolo doppio in grado di paralizzare la circolazione per lunghi periodi della giornata, con tutti i negativi risvolti. Essa ha una ragione sostanziale nel connettere il Viale Piemonte al Viale Borri, ma non si capisce come la Via Turati, che è quella più diretta verso Castellanza, possa esserne esclusa.

3. La rotonda posta su Viale Piemonte implica le stesse osservazioni proposte al punto 1. Inoltre grava sul parco Alto Milanese, area di svago e tranquillità; qualunque rotonda, od altro tipo di sbarramento stradale, comunque provoca rallentamenti e conseguenti rumori, emissioni, disagi al traffico: questo problema è insuperabile nel momento che si crea un rallentamento che prima non c’era.

4. All’interno del sedime dell’infausto trasferimento dell’Esselunga, è collocata nella previsione una seconda rotonda. Valgano le considerazioni finali del punto 3, aumentate dalla inesistenza delle premesse viabilistiche ed urbanistiche atte a giustificare un’opera di rilievo posta su una strada di comunicazione interna. Su tale rotonda il nostro giudizio è di bocciatura, in quanto avulsa e sproporzionata dal risolvere problemi esistenti e futuri ricadenti sul suolo pubblico.

5. Dobbiamo infine considerare che avendo giudicato molto negativamente le due rotonde singolarmente prese, tale giudizio cresce alla luce del fatto che è esagerato progettare due rotonde per un unico esercizio commerciale. L’esperienza dimostra che i centri commerciali anche più grandi di questo sono connessi alla rete stradale con un solo innesto. D’altronde non avrebbe senso neanche una rotonda posta come quella in Viale Piemonte in una zona della città di Castellanza praticamente priva di abitazioni, quindi di potenziali clienti.

Legambiente Busto Arsizio

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Pubblicato il 07 Febbraio 2004
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