Gli affreschi di Salvini tornano a risplendere
Presentato il volume sui restauri di quattro opere del maestro valcuviano e di una ruota del mulino-museo
Mattinata dedicata alla cultura a Villa Recalcati. Presso la sede dell’Amministrazione Provinciale si è svolta la presentazione del volume “Innocente Salvini – gli affreschi”, realizzato per celebrare il restauro di quattro dipinti posti sulle pareti del Mulino-Museo situato tra Gemonio e Cocquio Trevisago. Oltre agli affreschi, tutti realizzati da Salvini tra il 1946 ed il 1961, è stata risistemata la grande ruota metallica del torchio, posta all’esterno di una costruzione separata dal mulino ma facente sempre parte del complesso di proprietà degli eredi del grande pittore.
Il restauro degli affreschi è toccato a Lino Reduzzi, pittore noto nella zona anche per avere ripristinato di recente un dipinto murale a Gemonio, in collaborazione con Floriano Bodini. I lavori di sistemazione hanno trovato una risposta entusiasta da parte della Fondazione Cariplo che ha sovvenzionato l’operazione, ma pure da parte degli enti locali: il volume ha visto la luce grazie all’interessamento di Provincia, Comunità montana della Valcuvia e Comune di Cocquio Trevisago. All’interno del catalogo trovano posto, oltre ai saluti delle autorità e alla biografia del Salvini, alcuni contributi di sicuro interesse. La descrizione degli affreschi è lasciata a Raffaele De Grada (“Innocente Salvini e la famiglia”), mentre Gianni Pozzi ha tracciato il contesto storico e sociale nel quale il pittore ha vissuto (“Tra ottocento e novecento, cronache del mulino di Innocente Salvini”). Non meno interessanti sono i contributi di Luciana Schiroli (“L’elogio del quotidiano”) e dello stesso Reduzzi che si è trovato a tu per tu con l’opera del maestro (“Incontro ravvicinato”).
L’incontro è stato aperto dai saluti del consigliere provinciale Martelossi, del vice sindaco di Cocquio Maraggia, e dell’assessore valcuviano Barra, mentre la chiusura è toccata ad Anna Visconti, presidente dell’associazione Museo Innocente Salvini. A Raffaele De Grada, critico affermato e grande esperto dell’opera salviniana, è toccata la parte più consistente; De Grada ha espresso soddisfazione nel vedere la vivacità culturale del Museo Salvini: «È bello ed importante che una comunità forte si riunisca nel nome del Salvini, uomo in apparenza solitario, a distanza di tanti anni. Significa che il tema della famiglia, toccato dal pittore negli affreschi, ha valore ancora oggi ed è servito a Salvini per essere ricordato ed apprezzato anche dopo la morte». Il museo Salvini però ha confermato di non voler rimanere ancorato ad un passato pur bello ed importante. La signora Visconti infatti ha annunciato che Reduzzi concederà uno stage ad alcuni alunni del Liceo Scientifico Frattini, in modo da trasmettere anche alle nuove leve la passione e la maestria del restauro. Nel nome di Innocente Salvini.
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