«La chiamano flessibilità, ma diventa precarietà»
Dieci anni fa veniva varata la legge 626 per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Assemblea alla Cgil con i rappresentanti dei lavoratori
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L’assemblea è stato anche il momento per fare il punto della situazione sull’applicazione della legge 626 in provincia di Varese. «Stiamo cercando – spiega Umberto Colombo, della segreteria provinciale della Cgil – di far sì che la contrattazione, di ogni singola categoria, rispetti l’applicazione della norma. Se ad esempio si decide di aumentare la produttività non si puo’ pensare che questa non abbia una ricaduta diretta e indiretta sulla sicurezza. C’è poi il problema di far rispettare le regole sulla sicurezza nelle piccole aziende. Nella nostra provincia stiamo osservando che la flessibilità contrattata sta lasciando il posto ad una precarietà diffusa dove la sicurezza è la prima voce a scomparire». Secondo Colombo, quando si decide di tagliare i costi in un’azienda la prima a saltare è la sicurezza. «Una tendenza – continua il sindacalista- avallata da questo Governo che bolla la 626 come legge dove c’è troppa burocrazia e pertanto da smantellare». Daniela Rota, della Cgil Lombardia, ha annunciato che a breve si terrà l’assemblea regionale (con Cisl e Uil) dei rappresentanti per la sicurezza, dove verrà approvato un documento unitario «importante per la salvaguardia della 626». |
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«Se un lavoratore ubriaco guida un muletto tra gli scaffali del magazzino e tira giù quintali di roba e sotto ci sono delle persone che rischiano, che cosa devo fare, impedirgli di lavorare o preoccuparmi del suo posto di lavoro?» L’intervento è di uno dei tanti rappresentanti della sicurezza giunti alla Camera del Lavoro di Varese in occasione del decimo anno dell’entrata in vigore della legge 626 del 1994, più conosciuta come legge per la sicurezza nei luoghi di lavoro. La domanda non è fuori tema perché "l’anniversario legislativo", organizzato dalla Cgil varesina, è stato dedicato agli infortuni sul lavoro determinati dall’assunzione di alcol. Tra i relatori, Donatella Fiorentini dell’Asl, che ha dedicato all’analisi di questo fenomeno un apposito progetto (Ippocrate).





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