Scuola senza barriere, in mostra i lavori dei bambini
Festa di fine anno all'insegna della cultura marocchina con una tenda che ospita il risultato del progetto di intercultura promosso dall'Anolf nelle scuole
Una tenda marocchina allestita i riva lago a Cadrezzate diventa museo all’aperto e ospita il lavoro finale del progetto sull’intercultura realizzato nelle scuole del circolo di Angera.
Una giornata conclusiva che coincide anche con la festa di fine anno scolastico della scuola elementare di Cadrezzate.
La mostra rappresenta dunque l’atto finale di una serie di incontri, svolti in classe in tutti i plessi del circolo dai volontari dell’Anolf locale, Associazione Nazionale oltre le Frontiere, che si sono concretizzati con dei lavoretti sul tema della cultura marocchina, che si diversificano in base al grado d’istruzione, dalle materne alle medie. «La mostra e i lavori sono stati mirati al tema del Marocco – ci spiega l’antropologa Karina Gasco dell’Anolf – poiché solo nella scuola di Cadrezzate, che ha cinque classi, ci sono almeno cinque bambini marocchini o di origine marocchina, e ci sembrava interessante trattare per ora questo tema e avvicinare i bambini italiani alla cultura dei loro compagni.
Nello specifico il lavoro dei volontari si è svolto attraverso la lettura di fiabe e giochi di cui è stata presentata la variante sia italiana sia marocchina più simile, per far capire proprio attraverso questi due elementi vicini ai bambini, le similitudini di due culture, anziché le diversità».
Il progetto di intercultura, però, finanziato dalla regione Lombardia, è più ampio e si estende a tutto il nodo territoriale di Gavirate, con il coinvolgimento di quattro direzioni scolastiche per un totale di 16 scuole dalle primarie alle superiori.
L’intervento si articola su tre fronti: l’emergenza, con la fase dell’accoglimento, l’approfondimento, per figli di immigrati nati in Italia che parlando in casa la lingua dei genitori e che devono migliorare la padronanza dell’italiano, e l’intercultura, che coinvolge tutti gli studenti in un confronto tra i differenti stili di vita e tradizioni per capire i punti di contatto e l’origine delle tradizioni. Non va tralasciato il coinvolgimento delle famiglie straniere, dando loro l’opportunità di superare le barriere grazie al mondo della scuola.
Differenti gli approcci a seconda del grado di insegnamento: «Alle primarie si punta sulle fiabe e sui giochi, come ho detto – afferma Karina Gasco – si fanno raffronti e si scoprono anche passatempi italiani ormai dimenticati. Alle medie inferiori puntiamo sulle testimonianze dirette di chi è emigrato. Alle superiori, infine, si mettono a confronto usi e costumi tradizionali come il piercing o i tatuaggi che in Italia sono una moda, ma in altre culture hanno significati ben precisi».
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