Imposto il silenzio sui delitti della setta

La procura vieta la pubblicazione di atti: troppe notizie «inveritiere» sulle indagini in corso

Il procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Antonio Pizzi ha imposto il silenzio sulle indagini in corso, svolte dal pm e dal gip sui delitti delle "bestie di satana", vietando la pubblicazione dei singoli atti e degli stralci degli interrogatori, anche quelli resi dai testimoni.

"In questi giorni – ha scritto in una dichiarazione Pizzi – si stanno diffondendo attraverso la stampa notizie confuse e imprecise, se non addirittura inveritiere sulle indagini in corso per il duplice omicidio di Fabio Tollis e Chiara Marino". Secondo il procuratore, la pubblicazione degli atti potrebbe inoltre pregiudicare il prosieguo delle indagini, soprattutto per quanto riguarda la posizione degli altri indagati che finora sarebbero tre. 

Il procuratore capo già ieri aveva ripetuto ai giornalisti la necessità che si allentasse la pressione sul lavoro dei magistrati. L’inchiesta finora si è basata sulle dichiarazioni rese da Andrea Volpe e dagli altri arrestati. Rimane invece da accertare la posizione dei tre indagati a piede libero e proprio su questo terreno le indiscrezioni giornalistiche stanno creando un rincorrersi di notizie che mettono in imbarazzo la procura della repubblica. 

Tutta da accertare, infatti, è la pista di un eventuale terzo livello, un suggeritore degli omicidi che avrebbe legami di parentela con uno degli indagati e che risiederebbe a Torino. Al di là delle suggestioni, per la presenza della città ritenuta culla del satanismo, gli investigatori non hanno mai confermato che l’ipotesi del cosiddetto terzo livello abbia preso corpo. 

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Pubblicato il 08 Giugno 2004
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