La richiesta dei mille: regolarizzateci!

Anolf, asilanti, comitato pakistani e indiani presidieranno ogni sabato la prefettura per avere una risposta per le ultime posizioni non ancora sanate

La goccia scava la roccia. È questa la strategia messa in atto dall’Anolf Varese, dagli asilanti e dal neocostituito Comitato pakistani e indiani,  per far conoscere la difficile situazione  in cui versano circa mille immigrati, in attesa ormai da molti mesi di una riposta sul loro destino.  A partire da sabato 13 giugno (dalle 14 alle 15),  e in quelli a seguire, ci sarà, infatti, un presidio in piazza della Libertà, davanti alla prefettura. «Lo faremo in modo ordinato – spiega Sergio Moia copresidente dell’Anolf -. Sappiamo che la questura sta facendo del suo meglio, ma riteniamo che queste ultime mille posizioni debbano rientrare nella sanatoria. Sarà come mettere una bandiera per segnalare pacificamente l’esistenza del problema. Inoltre, da almeno tre settimane, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto a prefetto e questore un tavolo per discutere della questione immigrazione e non hanno ancora ottenuto una risposta». 

Al presidio ci saranno anche i 500 pakistani, prima sfruttati e poi truffati dalle organizzazioni criminali, che oggi hanno un lavoro regolare e al tempo stesso un decreto di espulsione che pende sulla loro testa, in quanto considerati "complici" dei loro sfruttatori. «Non vedo la mia famiglia da quattro anni – dice Shahzad Ghani, trattenendo a stento le lacrime -. Non so nemmeno se sono vivi o morti e fin quando non ho una risposta sul permesso di soggiorno non posso muovermi. Molti di noi hanno un lavoro regolare e pagano le tasse e non aspettano altro che il permesso di soggiorno». Nel frattempo il tar di Milano ha accolto i primi ricorsi sulla questione.
Con i pakistani, a presidiare la prefettura, ci saranno anche gli asilanti la cui posizione, seppur meno preoccupante, è altrettanto paradossale: l’asilante ha il permesso di soggiorno, ma, proprio in virtù del suo stato di richiedente asilo, non puo’ lavorare. Il sussidio che gli viene passato è sufficiente per tirare avanti poco più di un mese, dopodiché è costretto o a trovarsi un lavoro in nero o a elemosinare aiuto. Pochi mesi fa i sindacati insieme all’Api di Varese (Associazione piccoli imprenditori) avevano sollevato il problema e sollecitato i parlamentari della nostra provincia ad intervenire per rivedere la legge e permettere il superamento di questo ostacolo. La situazione ad oggi non si è ancora sbloccata e alcuni imprenditori iniziano ad assumere gli asilanti, nonostante il divieto di legge. «Il nuovo testo di legge in tema di asilo è già approdato in assemblea per essere discusso. Per noi è migliorabile, ma buono. – dice Thierry Dieng, presidente dell’Anolf -. Siamo preoccupati però per i tempi di approvazione dei regolamenti di attuazione che faranno slittare il tutto alla fine del 2005».
Tra le rivendicazioni c’è anche la questione del decentramento delle pratiche amministrative per ottenere il permesso di soggiorno, oggi a carico della questura, sempre più oberata di lavoro. Ormai i tempi per ottenere un rinnovo sono superiori ai sei mesi, una situazione che crea problemi a cascata. Per molti lavoratori immigrati questo ritardo comporterà la rinuncia alle ferie e il ritorno al paese di origine, perché partire senza il rinnovo sarebbe troppo rischioso . «Aprire degli sportelli per gli immigrati nei comuni di residenza e negli enti locali – conclude M’hammed Sayaih – è la soluzione che tutti aspettano. Ma Varese e Busto Arsizio che sono i comuni più importanti non stanno facendo nulla».


Tutti gli eventi

di febbraio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 12 Giugno 2004
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.