Lavoratori SEA sul piede di guerra a Malpensa

Presidio contro la società indetto dal SULTA, contrario all'esternalizzazione del servizio pulizia aeromobili

Oggi al Terminal 2 di Malpensa sotto gli uffici della SEA, si sono riuniti in presidio un centinaio di lavoratori del SULTA (Sindacato Unitario Lavoratori del Trasporto Aereo). Protestavano contro la volontà espressa dall’azienda di procedere ad esternalizzare il servizio di pulizia degli aerei a Malpensa. «Si tratta di un servizio delicato» afferma il segretario regionale del SULTA Mario Prati. «Relativo alla pulizia ma anche alla rimozione del ghiaccio dalle ali. Parliamo di vitali operazioni di manutenzione e sicurezza degli aeromobili». Il 25 giungo, dalle 12 alle 16, i lavoratori del  SULTA sciopereranno compatti, anche a Linate, contro la SEA.  «Sea dice di voler esternalizzare il servizio di pulizia aerei a Malpensa perchè ci sono 5 milioni di euro di deficit solo in questo campo. Ma se SEA Handling ha un buco da 49, 5 milioni, cosa pensano di risolvere?» si chiede ancora Prati.  Qui a Malpensa nella pulizia aeromobili lavorano 250 persone, quasi tutti giovani e stagionali. A Linate invece lavora personale più esperto, con anzianità di servizio. Obiettivo della società è affidare il servizio a cooperative esterne. «Noi chiediamo  – continua il segretario – che SEA faccia il suo dovere, ossia rediga un serio piano industriale per rimanere sul mercato, quel piano industriale che il presidente Bencini ha espressamente rifiutato di mettere allo studio benché il 15 maggio 2003 una mozione urgente del Comune di Milano, proprietario dell’85% di SEA, avesse chiesto all’azienda di muoversi in tal senso». 
La polemica nei confronti dei vertici della società è molto dura: «I dirigenti della SEA durano in carica spesso solo pochi mesi, poi se ne vanno con la buonuscita di un anno intero; per rimediare alle voragini di bilancio non trovano di meglio che tagliare il costo del lavoro mandando a casa i lavoratori a tempo pieno e rimpiazzandoli con interinali».  Le cifre dicono di una riduzione da  4500 lavoratori a tempo pieno a 3700 in un paio d’anni, di cui almeno 700 sono interinali e stagionali, e tutti gli altri a orario ridotto (6 ore). 
Critiche anche al sindacato confederale: «L’unità di intenti con CGIL-CISL-UIL è incrinata dal fatto che questi sindacati difendono i posti di lavoro in sé, senza pensare alla loro qualità; e c’è differenza tra un lavoro a tempo determinato e stipendio da contrattazione collettiva nazionale e uno interinale, con un 30-40% di paga e diritti in meno». Il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Giovanni Martina ha portato il suo sostegno ai lavoratori della SEA. «Hanno ragione a protestare. Basti pensare alla pratica dell’incentivazione dei licenziamenti: danno 32.000 euro ai lavoratori a tempo pieno purché se ne vadano e facciano spazio agli interinali. Una pratica simile da parte di un’azienda pubblica è scandalosa. Inoltre con l’esternalizzazione si abbassa la qualità dei servizi, e la pulizia degli aeromobili è essenziale per la loro sicurezza. I dirigenti svuotano le casse e se ne vanno dopo pochi mesi, mentre SEA ha un credito di 100 milioni di euro con Alitalia, per il cui risanamento si deve attivare a tutti i livelli politici».

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Pubblicato il 16 Giugno 2004
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