Scritte fasciste, «il sindaco ci dica cosa sa o vada alla magistratura»

In consiglio comunale Mirabelli solleva la vicenda della cooperativa Belforte

«Mancanza di fair play e di senso delle istituzioni». Ultimo di una lunga serie, è il nuovo attacco del segretario cittadino dei Ds Fabrizio Mirabelli alla volta del sindaco Fumagalli. 
Il due giugno scorso scritte di stampo fascista apparvero sui muri della cooperativa di Belforte: scritte inneggianti alla repubblica sociale proprio sotto la lapide posata il 25 aprile del 1953 in onore ai caduti della Resistenza.
L’indomani, tra manifestazioni di solidarietà da destra e da sinistra e le condanne istituzionali, spiccò una dichiarazione rilasciata dal primo cittadino a Varesenews: «Le scritte fuori dal circolo di Belforte? Non posso dire davvero quello che penso – disse Fumagalli – ma vorrei guardarli in faccia questi graffittari. Il loro tempismo politico è quanto meno sospetto». 
Questione sospesa, stand by dovuta alla pausa elettorale. Mirabelli è però un mastino e alla prima occasione rilancia: «Quella del sindaco è stata l’unica voce fuori dal coro, adombrante pesanti sospetti.  Il sindaco  – ha chiesto il consigliere – ci dica in questa sede quello che davvero pensa dell’accaduto e se ha notizia dei graffitari. Nel caso, gli ricordo che può rivolgersi alla magistratura».
Nel caso contrario, continua il consigliere di minoranza si tratta di «affermazioni  fuori luogo che rischiano di disonorare la fascia tricolore». 
Il primo cittadino, impassibile, non ha voluto replicare.  

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Pubblicato il 29 Giugno 2004
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