Azzurra Air, crisi nera fra concordato preventivo e fallimento
Il prossimo 21 di luglio si saprà se il tribunale di Busto Arsizio ha accolto l’istanza della proprietà per il concordato preventivo. In tutto sono 140 i dipendenti senza stipendio da sette mesi
Continua la vicenda Azzurra Air, compagnia aerea Gallaratese fino allo scorso ottobre partecipata al 49% da AirMalta, con 13 aeromobili e una quota di mercato che anche se non è mai decollata fino in fondo, dava comunque prospettive per il futuro.
Dei 420 dipendenti che fino a qualche mese fa, tra personale di terra e piloti, vestivano la casacca della compagnia, oggi ne sono rimasti 140, tutti senza stipendio da gennaio e senza contributi pagati dal novembre 2003. Una situazione che si protrae da molto tempo, nonostante una quota significativa della nuova proprietà sia passata a Seven Group. Sessanta dei lavoratori rimasti hanno deciso qualche mese fa di rivolgersi ad un legale per chiedere istanza di fallimento al Tribunale di Busto Arsizio. Poco prima dell’udienza collegiale i legali di Azzurra Air presentarono richiesta di concordato preventivo: in questo modo la procedura concorsuale avrebbe assicurato la possibilità di saldare i creditori privilegiati, come i dipendenti, e i fornitori, questi in una misura di almeno il 40 per cento rispetto alla totalità del credito.
La prossima udienza si terrà il 21 di luglio: in questa data il Tribunale di Busto Arsizio dovrà decidere il da farsi. Intanto, sempre sul fronte delle procedure, lo scorso venerdì, il 2 luglio, la Procura della Repubblica bustocca, interpellata dal Tribunale sulla possibilità di ammettere il concordato preventivo, ha dato parere “condizionato” all’ipotesi di concordato: la condizione da rispettare consiste nell’aumento di capitale, che spetta alla proprietà.
«I lavoratori non credono all’azienda e ritengono che stia prendendo tempo – ha spiegato il legale dei dipendenti Gianluca Madonna – al fine di far scadere una garanzia ottenuta dalla Mapa International Ltd per 10 milioni di euro prevista per il mese di settembre. Questi soldi rischierebbero di non arrivare in Azzurra».
Per arrivare al concordato preventivo la proprietà di Azzurra dovrà ricapitalizzare l’azienda entro il 18 di luglio. «Una situazione oramai all’estremo – fa sapere una pilota della compagnia aerea – che si protrae da troppo tempo: siamo senza stipendio, senza sussidio di disoccupazione e con un futuro incerto».
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