«Il sindaco faccia il sindaco, non il monarca»

Prosegue il botta e risposta tra centrosinistra e centrodestra sulla richiesta della minoranza di inserire propri consiglieri in enti e associazioni

Riceviamo e pubblichiamo

Non è più ammissibile continuare con le solite manfrine che hanno contraddistinto la precedente amministrazione. E’ ora che il Sindaco faccia il Sindaco, non il monarca di Saronno, ed è anche ora che impari a fare il Sindaco di tutti i saronnesi.

Come al solito Gilli ha dribblato gli argomenti di natura squisitamente politica da noi posti riguardanti le nomine negli enti del Comune, l’aumentato numero degli assessorati e l’attribuzione delle deleghe agli Assessori. Gilli si è rifugiato nell’elencazione delle formalità che tanto gli piacciono, per non dover dire che le sue sono state decisioni su determinati nomi che rispondevano alla necessità di distribuire posti di sottogoverno fra tutti le forze politiche della sua maggioranza e all’esigenza di corrispondere alle ambizioni personali di chi ha presentato all’incasso il pacchetto delle preferenze ottenute.

Nella fattispecie della candidatura dei Consiglieri di minoranza in seno ad enti ed aziende invece di diffondersi in una fuorviante e puntigliosa cronistoria dei fatti sarebbe stato più onesto dire che non aveva nessuna intenzione di accogliere proposte delle minoranze. Che poi accusi l’opposizione di centrosinistra di non sapersi organizzare aggrava la sua dichiarazione. Infatti giova ricordare che l’indirizzo deliberato dal Consiglio Comunale, a cui anche il Sindaco deve attenersi, indica che le segnalazioni delle candidature devono essere fatte al Sindaco, entro dieci giorni dalla relativa richiesta. E invece, pur sapendo che erano in scadenza gli incarichi, ha impedito ai gruppi consiliari di fare le proprie valutazioni e di proporre i migliori nomi per le candidature. 

Poco importa che dei nominati non si conosca il curriculum e gli specifici crediti acquisiti. Qualsiasi azienda normalmente cerca e propone le persone più capaci, chissà perché l’ente pubblico deve invece sempre sperare nel paradosso di Guido Clericetti, che l’uomo sbagliato, nel posto sbagliato, al momento sbagliato ha dato spesso un ottimo risultato.

Poco importa che durante tutta la campagna elettorale si sia predicata la partecipazione e la collaborazione tra tutte le forze politiche, nell’interesse della città, anche scomodando difficili esempi da seguire, come il dottor Vanelli. 

Pazientemente aspetteremo la prossima occasione, e per intanto ci accingiamo a leggere la solita torrenziale e inviperita risposta.

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Pubblicato il 15 Luglio 2004
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