LA BUFALA DEL COMITATO PARMALAT

L’Udc vuole il ritorno al proporzionale, la Lega pretende il federalismo ora e subito, Berlusconi promette che le tasse saranno tagliate. Il magro risultato elettorale ha indotto i componenti della Casa della Libertà a passare subito alla cassa, come creditori davanti all’imminente crack, a mettere al centro della discussione i loro affari di bottega. Per esperti di qualunque estrazione politica oggi le urgenze di questo paese sono il rilancio della competizione economica (dato inconfutabile: l’Italia vede erodersi le sue quote di export), la difesa dello stato sociale (dato inconfutabile: la popolazione italiana invecchia). A questo punto: quanto ce ne può fregare del federalismo e del proporzionale?

SERVIZIO SMASCHERAMENTO BUFALE – Apprendiamo da un comunicato stampa di Palazzo Estense che la colpa degli scandali Parmalat e Cirio sarebbe di Roma. «Roma non cambia mai – recita il documento – il potere assistenzialista e centralista non vuole la verità su questi scandali finanziari, ma di mezzo ci sono i risparmi della gente del Nord, quel Nord stanco di vedere questo ladrocinio». A parte il fatto che la principale azienda responsabile del crac non si chiamava Roma–lat bensì Parma–lat, dal Corriere della Sera di venerdì 9 luglio (pagina 6) apprendiamo: «Incontro a Roma tra Banca Intesa e associazioni dei consumatori per i bond Cirio, Giacomelli e Parmalat. Su 358 domande esaminate…sono stati decisi rimborsi nel 52% dei casi». A Varese, che si sappia, ancora nessuno degli aderenti al comitato istituito dal Comune ha visto un euro. Pensa un po’…

IL NUOVO CHE AVANZA – C’era una volta la prima repubblica, e c’era il malvezzo dei politici di fare i turisti per mezzo mondo per non meglio precisati pretesti istituzionali. Oggi che in Lombardia è cambiato tutto, apprendiamo dalla Prealpina che una delegazione di politici del Pirellone, più qualche aggregato (cento per cento di leghisti) si è fatta una gitarella a San Pietroburgo in occasione della maratona colà svoltasi. Apprendiamo dal medesimo giornale che nell’occasione sarebbero stati siglati importanti accordi economici, ma non viene specificato quali (in 200 e passa righe d’articolo la domanda non viene mai posta, metti che poi scoprono che sei un giornalista…). Non per farci gli affari degli altri, ma quali sarebbero questi accordi? Univa, Confartigianato o altri ne sanno qualcosa? È solo una curiosità, visto che il soggiorno è stato gentilmente offerto da noi contribuenti…

LO FACCIO PER SPORT – Cecco Vescovi messo alla porta dalla Metis senza tanti complimenti alla vigilia dei suoi quarant’anni, metà dei quali spesi a onorare il basket di Varese. Il Varese Calcio che due mesi fa annunciava l’obiettivo della promozione in serie B e che oggi non sa nemmeno se potrà iscriversi alla C2. Ma che cavolo di mondo è quello che vorrebbe attirare le nostre passioni? E perché tutto ciò accade nel completo dispregio delle persone, siano essi giocatori, tifosi o lettori di giornali?

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Pubblicato il 10 Luglio 2004
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