Massimino Magni, il ragazzo che era uscito dal gruppo

Faceva parte del branco ma se ne allontanò poco dopo gli omicidi di Tollis e Marino. Era stato interrogato da Pizzi a luglio

Non se lo aspettava, l’arresto. Aveva collaborato con gli inquirenti, una lunga deposizione cominciata il 12 luglio scorso. Ma a Massimino Magni, nato il 18 ottobre 1980, residente a Vignate, non è bastato. Il gip del tribunale dei minori di Milano, Anna Zappia, ha disposto ugualmente il suo arresto. Tempi tecnici, dicono dalla Procura di Busto, per giustificare queste settimane trascorse dall’incontro avuto con il procuratore Antonio Pizzi sino al provvedimento cautelare odierno, emesso il 12 agosto scorso. 
Dopo l’accelerazione improvvisa di luglio con gli arresti di Paolo Ozzy Leoni e di altri due giovani, sembrava un agosto privo di spunti e di colpi di scena. 
Il nuovo capitolo nell’indagine sugli efferati delitti delle bestie di satana, comincia la mattina di mercoledì 25 agosto. All’alba. Sono sono le 6 quando i carabinieri del nucleo provinciale di Varese bussano a casa Magni. Da quel momento anche Massimino rientra a pieno titolo tra gli indagati del peggior fatto di cronaca nera degli ultimi anni, da queste parti. 
Troppe rettifiche, troppe dietrofront e smentite nella sua deposizione che pur di fatto corrobora le evidenze già in mano agli inquirenti. Il Tribunale dei minori vuole andare più a fondo. 
Anche Magni era del branco, almeno fino a quel gennaio di sangue del 1998. Poi, poco dopo, non più. Ne uscì presto. 
Una famiglia solida alle spalle che adesso non vuole parlare, ma che ai tempi fu in grado di fermare quel figlio e di strapparlo alle cattive compagnie. 
Ne è fuori da anni. All’epoca era uno dei tanti, adolescente amante dell’heavy metal, frequentatore dei Midnight. Anche lui, ma forse meno degli altri, abbindolato ai pifferai magici del gruppo. 
l 12 luglio scorso era stato ascoltato come testimone dal procuratore di Busto Antonio Pizzi e poi indagato per procedimento connesso. Il procuratore sostiene che senza ammettere completamente le sue responsabilità, il giovane ha sostanzialmente raccontato quanto in parte già noto. "Partecipò alle riunioni organizzative del gruppo – sostiene Pizzi – all’ideazione del duplice delitto e al suo occultamento". Presente tuttavia quando vollero far saltare in aria la macchina dove il Tollis e la Marino festeggiavano nell’intimità il capodanno; presente anche quando qualcuno voleva "suicidare" la Marino con una dose di troppo. 
Duplice tentato omicidio e istigazione in concorso di omicidio
Insomma, non c’era quella notte nel bosco, ma sapeva. E lo ha detto ai giudici. Un ruolo secondario, non da primo attore, commentano gli inquirenti. Il pm Ciro Cascone aveva ipotizzato per lui anche un’accusa di associazione per delinquere. Un punto, questo, rifiutato dal Gip.
Ecco perché ora non si aspettava l’arresto, Massimino Magni, ora libero professionista come tecnico del suono.  Ma le sue smentite, i suoi tentennamenti hanno deciso altrimenti. Quanto basta per accomunare il suo destino giudiziario ai tre arrestati il mese scorso.
Con una differenza. Lui ha vuotato il sacco dei ricordi, Leoni, Marco Zampollo ed Eros Monterosso continuano nel loro silenzio cominciato il giorno dopo l’arrivo in carcere.  Massimino Magni adesso dovrà essere interrogato entro pochi giorni dal tribunale dei minori. Per gli altri occorre ancora attendere. L’unica novità è la conferma della misura cautelare per Zampollo. La perizia chiesta dal suo avvocato ha infatti confermato la compatibilità del suo stato di salute con l’ambiente carcerario. 

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Pubblicato il 25 Agosto 2004
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