Dan Flavin. Stanze di luce fra Varese e New York
A settembre una grande mostra dell'artista americano nella Villa che ospita "Varese Corridor"
L’arte di Flavin è fatta con la luce. La luce è pura energia, è radiazione ma diventa materia quando incontra altra materia. E’ la cosa meno materiale esistente in natura. La luce viene dal sole, ci fa vivere. Per questa ragione è sempre stata messa in relazione con la potenza creatrice come San Giovanni la descrive all’inizio del suo Vangelo. Nelle stanze di Flavin le opere d’arte diventano un ambiente pieno di luce all’interno del quale lo spettatore può muoversi ed esistere. Il risultato è una sensazione di sacralità che inconsciamente Flavin raggiunge. Credo che le opere di Flavin non abbiano bisogno di una spiegazione, sono comprensibili intuitivamente e facilmente” spiega Giuseppe Panza di Biumo, collezionista d’arte e grande appassionato di quell’arte che nasce dalla luce e dalle sperimentazioni delle nuove tecnologie.
Ad aprire la stagione espositiva di Villa Panza Il FAI Fondo per l’Ambiente Italiano proprietario della dimora settecentesca presenta la mostra "Dan Flavin. Stanze di lucefra Varese e New York" dal 30 settembre al 12 dicembre realizzata in collaborazione con il Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
L’esposizione dedicata a uno dei padri del minimalismo americano: Dan Flavin (1933-1996)si svolgerà in contemporanea con la consacrazione ufficiale americana dell’artista alla National Gallery di Washington.
Saranno esposte circa venti installazioni, ospitate nei Rustici e nelle grandiose Scuderie della settecentesca Villa, alcune delle quali site-specific, ovvero ideate appositamente dall’artista per gli ambienti in cui si trovano. Le opere fanno tutte parte della Collezione Panza. Esse furono in parte donate da Giuseppe Panza nel 1992 al Museo Solomon R. Guggenheim di New York e, grazie al FAI, torneranno temporaneamente a Varese. Tra le opere provenienti da New York ci sarà anche An artificial barrier of blue, red and blue fluorescent light (to Flavin Starbuck Judd), del 1968: un’opera lunga ben 14 metri che appartiene alla produzione delle “Barriere”, ovvero strutture lineari di tubi a fluorescenza intrecciati tra di loro che impediscono l’attraversamento dell’opera. Saranno presenti a Villa Panza una grande installazione del 1987 mai esposta in Italia, dedicata all’amico Donald Judd – altro grande artista minimal e a sua volta collezionista di Dan Flavin – e le dodici opere allestite in modo permanente a Varese, pervenute al FAI unitamente con la villa stessa nel 1996.
L’esposizione è curata da Angela Vettese, con la collaborazione di Giuseppe Panza di Biumo e di Laura Mattioli Rossi. Catalogo Skira.
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