Hascisc dal Marocco per pagare la coca, fermato ventunenne

Dopo mesi di pedinamenti la squadra Mobile riesce a metter fine a un traffico di stupefacenti che dal Nord Africa faceva arrivare in Italia grossi quantitativi di droga

A soli ventun anni aveva messo in ballo un fiorente traffico di hascisc che faceva arrivare direttamente dal paese d’origine, il Marocco. E, fatto alquanto singolare, parte del fumo che portava in Italia in auto, forse in traghetto sulla tratta Tangeri-Genova, serviva per pagare la coca, che smerciava, assieme all’hascisc, sulle piazze di Varese e provincia.

Ma qualcosa, o qualcuno ha tradito Imad Roubi, originario di Rabat, e l’altro ieri sera, appena tornato dal Marocco, ha trovato ad aspettarlo gli agenti della Mobile.
La storia comincia quando nel marzo scorso gli agenti vengono a conoscenza che un appartamento di Venegono Superiore, affittato dallo stesso giovane, viene probabilmente usato per una base di traffici di droga che vedono nelle zone di Venegono e Cairate le piazze di smercio.
A finire in manette sono tre marocchini: Roubi Zaccaria, fratello di Imad, un cugino e un amico del giovane, che gli inquirenti non trovano nell’abitazione; in questa operazione un primo sequestro di 700 grammi di hascisc e cocaina era la dimostrazione del giro di stupefacenti.
Le indagini proseguono e a giugno un’altra irruzione, questa volta in un appartamento del rione Caiello, a Gallarate, portano alla luce un altro traffico di droga, ma di Imad nessuna traccia: riesce a scappare appena in tempo. Tra i cuscini dell’abitazione, però, le prove del passaggio del giovane: ben 5 chili di hascisc e mezzo chilo di coca. Ma questa volta nessuno finisce in carcere: i connazionali di Imad non sapevano che l’appartamento veniva impiegato dal ragazzo per i suoi traffici.


Intanto Imad è ricercato dalla polizia. Forse si reca in Marocco per mettere in piedi una nuova spedizione di droga, sta di fatto che la caccia all’uomo finisce l’altro ieri quando alla Mobile di Varese giunge la soffiata: il ragazzo è in Italia, e sta in un appartamento a Castellanza.
Il metodo è sempre lo stesso: una casa presa in affitto da connazionali. Gli agenti hanno aspettato Imad fuori dalla sua abitazione e al suo arrivo hanno fatto irruzione, riuscendo a fermarlo. Nel locale sono stati trovati modici quantitativi di hascisc, ma soprattutto involucri composti da spugne e caffè, per eludere i controllo alla dogana, oltre a 10 mila euro in contanti, di dubbia provenienza.
Il giovane si trova ora in carcere a Busto Arsizio per traffico di sostanze stupefacenti e spaccio. Le indagini sono state coordinate dalla procura di Varese e di Busto Arsizio dai pm Arduini e Giglio.
Un ultimo particolare: Imad è risultato essere il nipote di N.B., immigrato quarantaquattrenne che nemmeno un mese fa è stato arrestato: per spacciava cocaina sul motorino, col figlio di nove anni sul sellino. 

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Pubblicato il 17 Settembre 2004
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