Invalido, gli negano casa e pensione
Un caso di "straordinaria ingiustizia" denunciato dal consigliere comunale Audio Porfidio. Vittima un giovane "emigrato" di 22 anni
Immaginate un ragazzo di 22 anni con la madre e nessun altro. Immaginate che questo ragazzo soffra dalla nascita di paralisi cerebrale, tetraparesi spastica e sordità, e necessiti di varie ore di fisioterapia quotidiana. Immaginate che la madre, non una madre qualsiasi, ma una madre coraggio siciliana, si trasferisca da Marsala a Busto Arsizio in cerca di strutture sanitarie più moderne e di un’assistenza migliore, e che le istituzioni le chiudano le porte in faccia. Ebbene, meditate che questo è stato.
È quanto ha denunciato con veemenza il consigliere comunale Audio Porfidio (La Voce della Città, gruppo indipendente di destra): «Sono più di due anni che questa donna fa richiesta per una casa popolare all’assessorato ai Servizi Sociali. Le hanno risposto che prima vengono i bustocchi, nell’assegnazione delle case popolari, poi gli altri».
Porfidio, in apertura del consiglio comunale di venerdì scorso, aveva denunciato duramente il caso, invitando madre e figlio alla seduta pubblica e mostrando a tutti i presenti il ragazzo e la sua evidente difficoltà nel camminare (che gli riesce solo con l’aiuto di qualcuno), perché si rendessero conto della sua difficile condizione. L’effetto è stato forte. «Il ragazzo vive solo con sua madre, ha una sorella più grande giù in Sicilia che non li può aiutare – prosegue Porfidio -. Campavano con la pensione d’invalidità (per riconosciuta disabilità al 100%, ndr) e l’assegno di accompagnamento, oltre ai mille lavoretti che la madre faceva per raggranellare quanto necessario a pagare la fisioterapia a suo figlio. Ma la pensione gli è stata tolta! L’hanno visitato e hanno deciso che in fondo non era così invalido; in attesa della prossima visita sono senza un centesimo».
«Ora, più volte ho chiesto che l’assessorato ai Servizi Sociali facesse avere ai due un "buono sociale" per le minime necessità della sopravvivenza – racconta il consigliere -. Stanno per staccargli la luce, il 18 ottobre scatta lo sfratto e ho dovuto comprargli io da mangiare, persino ricaricargli il telefonino, perché senza la pensione, con la madre disoccupata, non hanno più niente di niente! Ma come si fa a permettere che delle persone siano ridotte così?».
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