Un contratto per salvare l’Olona

Dedicato al "contratto di fiume" ed ai parchi locali il secondo dibattito di "Valle Alegre" alla Corte del Ciliegio di Catellanza

Coordinamento. E’ questa la parola d’ordine del momento per quanto attiene all’Olona ed ai fiumi lombardi in generale. Strumento principe di coordinamento e azione condivisa sarà il "contratto di fiume", firmato il 22 luglio scorso da 85 Comuni facenti parte del bacino idrografico dell’Olona e dei suoi affluenti Lura e Bozzente. Si tratta della prima sperimentazione in Italia di un simile strumento d’intervento. A presentare la seconda giornata di dibattito di "Valle Alegre" a Castellanza era Alberto Minazzi di Legambiente Varese, cui non è stato difficile far notare come sinora sull’Olona e i suoi problemi si sia intervenuto in modo frammentario e settoriale. Da questo spunto sono partiti gli interventi dei relatori. Giovanni Sottocornola, neoassessore all’Ambiente di Castellanza (dopo nove anni ai servizi Sociali) ha messo in luce il filo rosso che unisce i due settori di cui si è occupato, legati entrambi dal concetto del benessere della gente. «La nostra strategia è l’intervento di rete, condiviso e coordinato con enti e associazioni». 

Sottocornola ha poi rivendicato l’azione del Comune di Castellanza per tutelare l’Olona, specie dopo l’esondazione del ’95. Mario Clerici, responsabile per le risorse idriche della Regione Lombardia, ha esposto la filosofia del contratto di fiume, che, riassumendo, è quella di uno sforzo concertato e coordinato da parte dei Comuni aderenti (l’adesione è volontaria) per la manutenzione dei corsi d’acqua e dei versanti idrografici, nell’ottica di evitare futuri disastri. «Il bacino interessato dal contratto di fiume Olona-Lura-Bozzente si estende da Rho a settentrione fino alle sorgenti, coprendo tre province e 85 Comuni. Sono previsti interventi corposi e costosi, ma essi da soli non basteranno a mettere in sicurezza i fiumi. Occorrono politiche nuove ed integrate, non più interventi settoriali: per questo è nato il contratto di fiume, che ha già definito un programma di attività con spese valutate in 62 milioni di euro. L’impermeabilizzazione dei suoli con cemento e asfalto e le imbrigliature hanno aumentato portata e velocità del fiume. E’ sul modello di sviluppo locale che occorre intervenire». Enrico Vizza, assessore all’Ambiente a Castiglione Olona, ha parlato dell’istituendo parco locale d’interesse sovracomunale (PLIS) del Rile-Tenore-Olona, che andrà a tutelare un’area a verde agricolo e boschivo di 1400 ettari sulla dorsale del Seprio, da Gazzada a Cairate. «Non è stato facile» ammette Vizza. «Occorre far capire agli agricoltori che non si intende vincolarli, ma al contrario tutelarne le terre da espansioni edilizie ed industriali. Ma ora la Provincia è pronta a darci il riconoscimento ufficiale e sta intraprendendo il censimento degli scarichi in Olona. L’obiettivo finale dei vari PLIS isituiti in zona è la creazione di un vasto polmone verde dalla Svizzera fino alle porte di Milano». Rossana Magni, del settore ecologia ed energia della Provincia di Varese: «Abbiamo raccomandato l’inserimento del contratto di fiume all’interno del nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Domani 6 settembre sarà consegnato il primo lotto del cantiere della vasca di laminazione di Malnate-Gurone, dopo anni di attesa. L’area interessata dai lavori, circa 44 ettari, dovrebbe diventare un "trait d’union" vincolato tra i parchi locali (PLIS) del Lanza a nord e del Rile-Tenore-Olona a sud». Massimo Lazzaroni, del Consorzio Cooperative Sociali, che anche ieri faceva gli onori di casa alla Corte del Ciliegio, ha ribadito che presto prenderà vita un progetto Equal esteso a sette Comuni della Valle Olona, per valorizzare i luoghi oggi semiabbandonati del fondovalle. Infine l’architetto Giorgio De Cesari, ha ripercorso l’esperienza dei parchi locali, previsti dalle legge regionale sulle arre protette fin dal 1983. De Cesari ha svolto di persona gli studi di fattibilità per i parchi locali del Lanza, del Rile-Tenore-Olona, del medio Olona e del Rugareto (presso Cisalgo, ndr). Gli utlimi tre sono in via di istituzione. L’incontro si è concluso con la proiezione di un bellissimo documentario sull’Olona girato da giovani registi varesini, che alternava interviste con chi sul fiume ha vissuto e lavorato una vita e immagini ora aspre e crude, a documentare l’inquinamento e l’abbandono, ora poetiche e serene a testimoniarne la perdurante bellezza.

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Pubblicato il 06 Settembre 2004
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